Il caso

Caserma dei pompieri, «referendum ormai certo» (ma non mancano i dubbi)

Bellinzona: il comitato che raggruppa alcuni pompieri volontari contrari alla soluzione dell'ex LATI conferma al CdT l'imminente lancio della raccolta firme - L'MPS è pronto a sostenerla - Intanto vanno chiarite le risoluzioni approvate ieri dal Legislativo, in primis la questione della maggioranza assoluta
© CdT/Chiara Zocchetti
Giacomo Butti
Alan Del Don
20.10.2026 11:27

A Bellinzona la corsa verso un altro referendum, il secondo nel giro di pochi mesi, è ormai ineluttabile. Dopo quello lanciato dal Noce e da altri movimenti, che ha finito per affossare il progetto di valorizzazione della Fortezza, è verosimilmente questione di ore perché sia presentata anche una raccolta firme sul destino della caserma dei pompieri. Ieri sera, lo ricordiamo, il Legislativo ha dato il proprio via libera (con 34 voti favorevoli, 22 contrari e zero astensioni) al credito di 14 milioni di franchi per l’acquisto dello stabile dell’ex LATI a Sant’Antonino per insediarvi la futura sede dell'ente di pronto intervento della capitale. Il «sì» è stato tuttavia azzoppato dalla contemporanea bocciatura al credito di 700 mila franchi per la progettazione della ristrutturazione (stimata in 20 milioni). Una situazione confusa - la spiegheremo in dettaglio più avanti - che lascia il progetto con più domande che risposte.

«Azione apolitica e apartitica»

Appare dunque più che mai scontato, dicevamo, il lancio di un referendum sul tema, benché sia ancora da chiarire chi ci metterà la faccia. Nelle scorse settimane alcuni politici (in primis il consigliere comunale Rodolfo Quatraccioni ed il granconsigliere Tuto Rossi, entrambi dell’UDC, e l’ex sindaco Brenno Martignoni Polti nonché l'MPS) non hanno escluso un sostegno a un'eventuale raccolta firme. Ma il consesso di pompieri che negli ultimi mesi si è opposto, a suon di lettere ai media e agli stessi consiglieri comunali, all'acquisto dell'ex stabile LATI, uscirà dall'anonimato per portare avanti personalmente la tematica? Nel corso della seduta andata in scena ieri sera, non sono stati pochi i consiglieri comunali, così come lo stesso sindaco Mario Branda, che hanno chiesto un confronto più aperto con il gruppo. Da noi contattato, il comitato NOCASA ha definito «cosa certa» il referendum, «soprattutto dopo una votazione così risicata e i tanti dubbi espressi durante la seduta». Il consesso, veniamo a sapere, si sta organizzando e i prossimi passi sono in fase di definizione in queste ore: «La nostra idea è quella di un'azione referendaria apolitica e apartitica, che non sia espressione di una o l'altra corrente politica ma che coinvolga in prima persona i cittadini, primi destinatari della nostra missione di pompieri. La politica non deve entrare in caserma». La questione dell'anonimato sarà altresì tema di discussione: «Le pressioni in caserma per accettare il progetto sono davvero tante».

«Ci faranno una sala da ballo?»

Chi è di sicuro pronto a sostenere la raccolta firme è il Movimento per il socialismo (MPS). I suoi due esponenti nel plenum - Matteo Pronzini e Martino Colombo - hanno votato contro la realizzazione della caserma dei pompieri a Sant'Antonino. «All'ex LATI si farà una sala da ballo?» ha ironicamente scritto l'MPS sul proprio sito Internet dopo il «pateracchio» andato in scena nel corso dell'infinita seduta di Consiglio comunale. Sì perché il Legislativo ha approvato l'insediamento con 29 sì e 27 no (secondo la Legge organica comunale non serviva la maggioranza assoluta, quindi 31 voti, ma su questo punto torneremo più avanti). Via libera pure allo stanziamento dei 14 milioni di franchi per rilevare il sedime lasciato libero dall'azienda a metà 2024 (34 sì e 22 no). È infine stato acceso il semaforo verde - ed eccoci al nodo della questione - al credito di 700 mila franchi per la progettazione della ristrutturazione del complesso (29 voti favorevoli e 27 contrari). Peccato che, in questo caso, serviva la maggioranza assoluta. «Risultato? Il Municipio ha trovato i voti per comprare lo stabile, ma non quelli necessari per trasformarlo nella nuova caserma dei pompieri. Insomma, si compra prima e si vedrà poi cosa farne. Magari una sala da ballo?», sottolinea l'MPS. Alla luce di questa decisione, prosegue il movimento, «la necessità di opporvisi appare ancora più evidente».

Dicevamo dell'aspetto riguardante la maggioranza assoluta, valida secondo l'Ufficio presidenziale e l'amministrazione comunale per il terzo punto della risoluzione (progettazione) ma non per il primo (scelta di insediare la caserma all'ex LATI). Alcuni consiglieri comunali (in primis Lorenza Röhrenbach dei Verdi-FA, Brenno Grisetti della cordata Lega-UDC e l'ex municipale Giorgio Soldini del Centro) hanno sottolineato questa discrepanza, tant'è che ad un certo punto non si capiva più se, effettivamente, la moderna caserma potrà o meno essere trasferita da via Mirasole a Bellinzona a Sant'Antonino. Non sorprenderebbe se contro le risoluzioni del Legislativo venisse inoltrato uno o più ricorsi al Consiglio di Stato proprio per dirimere la fattispecie. Ricorsi che - salvo sorprese - verranno interposti contro il rilascio della licenza edilizia preliminare.

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