Ex docente di Giubiasco, l’inchiesta interna finisce sotto esame

Chi sapeva dei comportamenti attribuiti al docente di Giubiasco e che cosa è stato fatto? Una nuova interpellanza di Giuseppe Sergi, deputato del Movimento per il Socialismo (MpS), cofirmata da Matteo Pronzini, riporta al centro questi interrogativi e chiede chiarimenti sul lavoro della commissione incaricata di fare luce sulla gestione del caso da parte dell’Amministrazione cantonale.
La vicenda era emersa pubblicamente il 2 aprile. Secondo quanto ricostruito, la segnalazione di una famiglia al Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) riguardava possibili comportamenti penalmente rilevanti nei confronti di una minorenne. Il DECS aveva informato la Procura; il docente, 37 anni, era stato arrestato il 17 marzo dopo i primi interrogatori. Nelle fasi iniziali dell’inchiesta erano state individuate almeno due allieve come presunte vittime. Il 1. ottobre il Ministero pubblico ha annunciato il rinvio a giudizio davanti alle Assise criminali per diversi reati, tra cui violenza carnale, coazione sessuale e atti sessuali con fanciulli.
In agosto erano emerse notizie di possibili segnalazioni alla direzione della scuola, nel corso di una decina d’anni, relative a comportamenti insistenti e molesti verso colleghe. Nell’interpellanza si precisa che queste segnalazioni non avrebbero riguardato presunte attenzioni sessuali verso le allieve, ma comportamenti problematici nei confronti di colleghe adulte e altri episodi, anche legati all’abuso di alcol durante cene o uscite scolastiche. Sarebbero state formulate oralmente, ma in presenza di testimoni.
Che cosa aveva detto Carobbio
Il 16 settembre, rispondendo in Gran Consiglio, la direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti aveva dichiarato che prima dell’arresto non erano arrivate segnalazioni né alla direzione del Dipartimento né alla Sezione dell’insegnamento medio. La precisazione riguardava quei due livelli cantonali e non chiariva, da sola, che cosa fosse stato comunicato alla direzione della singola scuola.
Carobbio aveva spiegato che, non disponendo ancora di un quadro completo, le verifiche amministrative sarebbero state condotte una volta chiariti gli elementi del procedimento penale. Aveva inoltre annunciato un rafforzamento dei canali di segnalazione e ricordato che «i protocolli non sostituiscono la responsabilità individuale».
Dodici domande sulla commissione
Il Consiglio di Stato ha istituito una commissione d’inchiesta amministrativa e disciplinare, coordinata dall’avvocata esterna Maria Galliani e composta anche da due funzionari cantonali con competenze giuridiche e nella gestione amministrativa e del personale. L’interpellanza chiede di conoscere i nomi e le funzioni dei membri interni e se abbiano avuto rapporti professionali o gerarchici con i servizi coinvolti.
Sergi e Pronzini vogliono inoltre sapere fin dove potrà estendersi il mandato, se la commissione potrà consultare gli atti penali e raccogliere direttamente le testimonianze di docenti, ex docenti e famiglie, tutelandone la riservatezza. Chiedono anche se il rapporto conclusivo sarà reso pubblico. Tra i punti da verificare figura il rispetto delle disposizioni del DECS introdotte nel giugno 2023, che prevedono la segnalazione scritta dei casi di comportamento inadeguato.









