Ticino

Rinvio a giudizio per l'ex docente delle Medie di Giubiasco

Gli addebiti nei confronti del 37.enne: violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute, messa a disposizione di un veicolo a motore a una persona senza patente
© CdT/Chiara Zocchetti
Red. Online
01.10.2026 10:15

Gli accertamenti sono giunti a conclusione. E l'ex docente della scuola media di Giubiasco arrestato lo scorso marzo è stato rinviato a giudizio. Gli addebiti nei confronti del 37.enne sono quelli di violenza carnale, coazione sessuale, atti sessuali con fanciulli, somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la salute, messa a disposizione di un veicolo a motore a un conducente privo della licenza richiesta.

L'inchiesta aveva preso avvio nel corso del mese di marzo. Al termine dei primi verbali di interrogatorio, svoltisi il 17 marzo, era stato disposto l'arresto dell'uomo e la misura restrittiva della libertà era stata quindi confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC). I fatti vanno dall'autunno del 2024 al marzo del 2026.

La Procuratrice pubblica Valentina Tuoni ha rinviato a giudizio di fronte alla Corte delle assise Criminali il 37.enne. Nei suoi confronti è stata chiesta la carcerazione di sicurezza.

Dall’arresto al rinvio a giudizio

L’uomo era stato arrestato il 17 marzo, dopo i primi interrogatori, e la misura restrittiva della libertà era stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Inizialmente l’indagine riguardava presunti reati nella sfera sessuale ai danni di minorenni: il comunicato odierno del Ministero pubblico fa riferimento a due minorenni.

La segnalazione alla Procura era partita dai servizi del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), dopo aver ricevuto informazioni su possibili comportamenti penalmente rilevanti. Il Governo aveva sospeso con effetto immediato l’insegnante e avviato un’inchiesta disciplinare. Gli inquirenti avrebbero dovuto verificare se vi fossero altre presunte vittime – oltre ad almeno due allieve accertate – e se i fatti si estendessero nel tempo o al di fuori dell’ambito scolastico.

La scuola e le prime domande sui protocolli

Dopo la comunicazione ufficiale dell’arresto, il DECS e la direzione scolastica hanno attivato un dispositivo di ascolto e accompagnamento per gli allievi.

La vicenda ha aperto un dibattito più ampio sulla prevenzione e sulla gestione delle segnalazioni. Il 16 settembre, rispondendo in Gran Consiglio, Marina Carobbio ha spiegato che prima dell’arresto non erano giunte segnalazioni né alla direzione del Dipartimento né alla Sezione dell’insegnamento medio.

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