Il caso

Xhaka provocato durante la spesa, la moglie prova ad allontanarlo

Un video mostra il capitano del Sunderland e della Nazionale alle prese con un uomo che gli grida «Covid» – Il riferimento è al caso del certificato falso
© KEYSTONE/Peter Klaunzer
Red. Online
10.10.2026 15:20

«Covid», il dito medio e un alterco verbale. È quanto mostrano pochi secondi di un filmato circolato sui social e ripreso da alcuni media. Granit Xhaka è con la moglie Leonita, risponde all’uomo che lo interpella e gli si avvicina, lei cerca di allontanarlo. Un passante si ferma poi a stringere la mano al calciatore.

Xhaka era a fare la spesa e «il provocatore» viene descritto come un presunto tifoso del Newcastle, rivale del Sunderland, di cui Xhaka è capitano. Le immagini, brevi, non consentono di identificarlo né di ricostruire che cosa sia accaduto prima.

«Il provocatore» allude al caso del certificato di vaccinazione che Xhaka ha ammesso di avere acquistato durante la pandemia. La vicenda era emersa a settembre, quando il capitano della Nazionale aveva ammesso di avere acquistato un certificato di vaccinazione contro il Covid. «È stato un errore. Mi dispiace», aveva dichiarato, annunciando la volontà di collaborare con le autorità.

Il procedimento si è chiuso con un decreto penale. Xhaka è stato condannato con decreto penale per conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (articolo 253 CP) a una pena pecuniaria condizionale di 50 aliquote giornaliere da 3.000 franchi ciascuna, pari a 150.000 franchi complessivi. La pena pecuniaria è stata sospesa con la condizionale per due anni. Se la sospensione non verrà revocata durante il periodo di prova, il calciatore non dovrà pagare l’importo. Le spese procedurali, ha precisato, sono invece già state saldate.

Xhaka ha fatto sapere di accettare la decisione: «Accetto la decisione e me ne assumo la responsabilità. Grazie per i numerosi messaggi di sostegno che ho ricevuto nelle ultime settimane. Significano molto per me».

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