Altra grana per l'ACB: dimissionano i vertici del settore giovanile

A Bellinzona non sono solo le vicissitudini della prima squadra dell'ACB a tenere tifosi e Municipio con il fiato sospeso. C’è preoccupazione anche per il settore giovanile. Quindi per l’ACB tout court, intesa come associazione. Secondo quanto appreso dal Corriere del Ticino, infatti, il comitato nominato lo scorso 2 febbraio dall’assemblea ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato. Proprio in quanto strettamente legato all'ormai ex proprietà di Juan Carlos Trujillo Velasquez, in primis il presidente Shpetim Krasniqi, il quale è (od era?) altresì il direttore generale della prima squadra. Entro il 30 giugno vanno iscritte le squadre ai prossimi campionati. Al momento, ci risulta, la ripresa delle attività agonistiche per i futuri talenti è in programma il 2 e 3 agosto. L’attuale consesso (completato da Alberto Salpietro, Mauro Giussani, responsabile dell’area tecnica, Roberto Mercoli ed Adriano Meoli) è obbligato a restare in carica fino a quando verranno scelti i successori.
L'e-mail e i punti chiave
A questo proposito alcuni soci (che rappresentano oltre il 10% degli aventi diritto di voto) hanno scritto ieri al segretariato dell’ACB auspicando che venga convocata in tempi brevi un’assemblea straordinaria. «Riteniamo opportuno che i soci possano ricevere informazioni in merito alla situazione istituzionale e organizzativa dell’associazione; ai rapporti tra ACB ed ACB 1904 SA (che gestisce la prima squadra; n.d.r.); alla continuità dell’attività sportiva e formativa del club; alle iniziative che si intendono intraprendere in vista della stagione 2026-2027», si legge nella raccomandata anticipata via e-mail.
La petizione di Karim Spinelli
Nel frattempo la Pretura civile di Bellinzona ha dato tempo sino a fine giugno al comitato del vivaio del club cittadino di esprimersi sulla causa a procedura ordinaria promossa dal socio Karim Spinelli, come abbiamo anticipato lo scorso 21 aprile. Nella petizione l’ex viceallenatore chiede di annullare le principali deliberazioni assembleari del 2 febbraio, in quanto i soci - a suo dire - «non sono stati posti nella condizione di comprendere e verificare la reale situazione economico-finanziaria dell’associazione».





