Bellinzona, cosa succede? Terzo negozio chiuso da inizio anno

Il cartello all'entrata, scritto a mano, è inequivocabile: «Chiuso». E non lascia indifferenti i passanti, che siano indigeni o turisti, quei pochi che animano la Turrita in inverno. Alcuni si fermano. Si avvicinano e scrutano la vetrina. Facciamo lo stesso e poi alziamo la cornetta. Il telefono squilla a vuoto. Dopo Benetton e «Al Pino outdoor apparel», come abbiamo anticipato rispettivamente il 19 e 22 gennaio scorsi, in viale Stazione a Bellinzona si abbassa un'altra serranda. Stavolta non si tratta però di una scelta volontaria, da parte dei proprietari. Ma in quanto la società anonima che gestisce il negozio Prinzess - specializzato in articoli di regalo, bigiotteria ed oggettistica, presente nella capitale da oltre 35 anni - è stata sciolta in seguito al fallimento pronunciato dalla Pretura cittadina il 19 gennaio. L'attività quasi sei anni fa era passata di mano dagli storici titolari ad un'altra persona, che non siamo finora riusciti a contattare per raccogliere la sua reazione.
E in primavera un altro
Ennesimo brutto colpo, dunque, per il salotto buono. Tre chiusure dall'inizio dell'anno. Quattro se aggiungiamo quella già preannunciata, per la prossima primavera (più precisamente per metà maggio), della boutique «Particolari» in Vicolo Muggiasca, aperta da 17 anni e la cui titolare è la presidente della Società dei commercianti di Bellinzona Claudia Pagliari. La quale si concentrerà sull'attività di import/export e sul commercio online.
Il grido d'allarme
I negozianti, come ci avevano spiegato lo scorso 22 gennaio, chiedono ora alla politica di muoversi. Di adoperarsi affinché il centro storico della capitale continui ad essere vivo, a livello commerciale ma non solo. Politica, ricordiamo, che negli ultimi anni attraverso interpellanze e mozioni ha più volte auspicato la rivalorizzazione della parte alta del viale Stazione. Un tema, oggi come oggi, viepiù attuale.




