Ecco che cosa avete letto nel 2025

Manca poco, pochissimo. Presto, fra brindisi e fuochi d'artificio, saluteremo il 2025. Un altro anno, fra guerre e dazi, certamente complicato sul piano internazionale. Ma che avete affrontato, come sempre, in nostra compagnia. Anche nel 2025 avete letto tanto: notizie, analisi, storie che hanno fatto discutere e riflettere. Ma che cosa avete apprezzato maggiormente su CdT.ch? Facciamo un rapido viaggio nell’anno arrivato a conclusione, con la nostra top10 degli articoli più cliccati. Buona lettura e, soprattutto, buon 2026.
La tragedia sfiorata sul Monte Rosa
Partiamo dall'articolo più letto, su CdT.ch, nel 2025. A fine aprile, un aereo da turismo aveva sfiorato un gruppi di alpinisti sul Monte Rosa. Il velivolo apparteneva all'Aéroclub di Ginevra e, dopo qualche ora, il pilota si era denunciato. Il sodalizio ginevrino aveva collaborato alle indagini delle autorità elvetiche, avviando, parallelamente, un'indagine interna per comprendere le circostante esatte dell'accaduto. Il volo era stato effettuato nell'ambito di un'attività privata, non correlata all'attività di formazione dell'Aéroclub e in un'area autorizzata dalla normativa. Il pilota che aveva noleggiato l'aereo, come detto, aveva spontaneamente denunciato l'incidente alle autorità, presentando il suo rapporto il giorno stesso.
Il nuovo libro di Marcello Fois
A catturare particolarmente l'attenzione dei lettori è stato anche l'articolo «Dopo la morte c'è un attimo in cui può succedere di tutto», in cui Francesco Mannoni intervistava Marcello Fois, in occasione della pubblicazione del suo ultimo romanzo «L’immensa distrazione». Un racconto ambientato in Emilia Romagna, in cui lo scrittore 65.enne sembra aver aperto una nuova fase nella sua attività letteraria. Il protagonista del libro è Ettore Manfredini, 95 anni, ricco proprietario di un impero industriale ricavato da un piccolo mattatoio kosher nella campagna modenese, acquisito da ragazzo a seguito delle leggi razziali. La mattina del 21 febbraio 2017, passato a miglior vita, galleggia in una pre-morte riflessiva.
Quando il controllore capisce Roma per toma
Durante l'estate, il controllo del traffico aereo, in Francia, ha vissuto momenti di panico. Il motivo? Un guasto alle toilette di bordo su un Embraer E190 di TAP, compagnia di bandiera portoghese, in viaggio da Lisbona a Nizza, che aveva spinto i piloti a chiedere un approccio accelerato. Non perché ci fosse una reale emergenza, ma per risolvere, velocemente, un problema piuttosto spiacevole. Qualcosa, però, era andato storto. Durante la conversazione con il controllo del traffico, infatti, la parola toilet – pronunciata in cabina – era stata interpretata diversamente dal controllore: pilot, proprio così. Ovvero, pilota. Un malinteso che ha generato un botta e risposta degno dei Monty Python.
L'unico sopravvissuto del volo AI171
Ancora aerei. A giugno, la caduta poco dopo il decollo di un aereo di Air India aveva fatto il giro del mondo. Su CdT.ch è finito sotto i riflettori, in modo particolare, un articolo dedicato a Vishwash Kumar Ramesh, l'unica persona a bordo del volo AI171 sopravvissuta nel disastro. Seduto al posto 11A, lato finestrino, era riuscito, miracolosamente, a salvarsi. Ma com'era stato possibile? Oltre alla fortuna, a giocare a favore del passeggero, era stata la posizione in cui si trovava seduto a bordo del velivolo. Il posto che occupava si trovava proprio di fronte alla parte in cui le ali sono attaccate all'aereo, considerata una delle parti più resistenti del velivolo.
Papa Francesco ce lo siamo scordati presto
Il 21 aprile del 2025 Papa Francesco è morto. Il 17 maggio, meno di un mese dopo, Carlo Tecce scriveva su CdT.ch: «Papa Francesco ce lo siamo scordati presto». Dopo la morte del pontefice, la reazione di molti, non tutti, però molti, era stata quella di immaginarsi, augurarsi, auspicare, pregare per chi crede, in un pontificato «sostanzialmente diverso»: pastorale, ma al tempo stesso tradizionale; curiale, ma al tempo stesso democratico. In altre parole, era emersa dentro la Chiesa una trasversale insofferenza al pontificato di Bergoglio, come se nell’ultimo periodo il suo magistero avesse deluso e il suo percorso due volte «pop» si fosse avvitato su sé stesso.
Il giovane che ha filmato lo schianto del volo AI171
In sesta posizione torniamo a parlare dello schianto del volo di Air India. Questa volta, però, a finire sotto i riflettori era stata la reazione del 17.enne che, con il suo smartphone, aveva immortalato l'incidente del volo AI 171, precipitato ad Ahmedabad. Aryan Asari, quel giorno, si era affacciato dalla finestra per riprendere uno dei tanti, tantissimi aerei di cui era affascinato. Senza sapere quello che sarebbe successo. Nei giorni successivi allo schianto, il giovane aveva smesso di utilizzare il telefono, terrorizzato da quanto accaduto. «Avvistare gli aerei era una delle sue più grandi passioni», aveva raccontato il padre del ragazzo, sottolineando come le cose sarebbero, inevitabilmente, cambiate.
Meta, l'AI e i dati degli utenti
A fine maggio, restavano pochi giorni per impedire a Meta di allenare l'AI usando i dati degli utenti. Per questo motivo, molte persone hanno trovato interessante l'articolo in cui si spiegava come, a partire dal 27 maggio, senza un esplicito «no» da parte degli utenti il colosso di Mark Zuckerberg avrebbe cominciato a utilizzare tutti i post, i commenti, i like di Facebook e Instagram per allenare i modelli di intelligenza artificiale. Un progetto già annunciato nella primavera del 2024, ma in un primo momento sospeso in seguito ai feedback negativi ricevuti. Fino a maggio 2025, quando l'azienda ci aveva, ufficialmente, riprovato.
Il fallimento della brigata «Anna di Kiev»
A fine 2024, c'erano grandi aspettative per l’arrivo in Ucraina della brigata «Anna di Kiev» (o 155° Brigata meccanizzata autonoma), un’unità composta da 4.500 uomini, molti dei quali addestrati in Francia. Contro ogni aspettativa, l’avventura dei combattenti specializzati era invece finita nel giro di un mese, nei primi giorni di gennaio. Le truppe addestrate per mesi in Francia si sarebbero disgregate ancor prima di poter difendere la città di Pokrovsk dai russi, per «colpa della leadership ucraina». Michele Montanari aveva fatto il punto sul fallimento della brigata «Anna di Kiev», tra morti, disertori e carri armati persi.
Il peso delle sanzioni sull'aviazione russa
«O tolgono le sanzioni o la Russia non avrà più aerei». A marzo, dopo tre anni di guerra e misure nei confronti di Mosca, il settore dell'aviazione commerciale nel Paese si trovava sempre più in difficoltà. Il contrabbando di componenti risultava insufficiente, mentre la produzione «locale» era in alto mare. Una situazione che, secondo gli esperti, non avrebbe potuto far altro che peggiorare, a meno che non fossero state abolite le sanzioni. La delegazione russa, in questo senso, aveva già messo sul tavolo l'opzione di riattivare i voli con gli Stati Uniti mentre le compagnie europee, pensando allo spazio aereo della Federazione chiuso ai vettori occidentali, non disdegnerebbero una (ri)apertura totale.
Rita De Crescenzo e l'invasione di Roccaraso
Chiude la classifica una curiosità: chi è Rita De Crescenzo, l'influencer napoletana dietro l'invasione di Roccaraso? In una domenica di fine gennaio, oltre 200 pullman turistici avevano raggiunto la località montana dell'Abruzzo, spinti dai video della tiktoker 45.enne. Un'icona dei social che aveva già guadagnato i riflettori e i titoli di cronaca, ma che in quell'occasione si era trasformata in un vero e proprio caso mediatico. Non erano mancate, insomma, le polemiche e, soprattutto, le riflessioni sul concetto di overtourism.
