Gordola come una locomotiva: «Siamo arrivati a quota 5 mila»

Con il raggiungimento dei 5.000 residenti (grazie a Ney Starnini, qui nato e cresciuto, poi rientrato con la famiglia - la compagna Arielle e la figlia Thais - dopo un periodo altrove), Gordola taglia un traguardo dal forte valore simbolico. Il sindaco Damiano Vignuta paragona la località che amministra a una «locomotiva» che traina il Locarnese, capace di attrarre nuovi abitanti e di sviluppare progetti destinati a ridisegnarne il volto. Dalla riconsegna delle scuole Al Burio dopo il risanamento ai terreni a nord della stazione, ancora da sviluppare realizzando un quartiere residenziale, fino all’aggregazione con Lavertezzo, il raggiungimento del «cinquemillesimo abitante» offre l’occasione per fare il punto sulle principali sfide affrontate in questo decennio (un’ulteriore meta raggiunta, fra l’altro) di «sindacato» e su quelle che attendono il Comune alle porte della parte urbana della Città di Locarno.

Una soglia psicologica
«Il superamento stabile della soglia delle 5.000 anime era un obiettivo psicologico che aspettavamo da tempo e che conferma la nostra attrattività all’interno della regione», racconta Vignuta al Corriere del Ticino. «Sono sempre di più coloro che scelgono di stabilirsi da noi, in particolare le famiglie. Un risultato che ci fa molto piacere, perché è la dimostrazione della validità degli investimenti degli ultimi anni e delle qualità che il nostro territorio è in grado di offrire».
Vedere che la popolazione continua a crescere, secondo il nostro interlocutore, «attesta che queste decisioni stanno producendo risultati positivi». Anche la posizione, poi, gioca un ruolo importante: «Esclusa quella di Riazzino, nel territorio della Città, vantiamo la prima fermata TILO alle porte del settore urbano di Locarno, oltre a essere ben serviti dai trasporti pubblici. A due passi, poi, si trovano le campagne del Parco del Piano di Magadino. Siamo vicini al Lago Maggiore e offriamo molte possibilità di svago, anche grazie al rinnovato centro sportivo, al quale, di recente, abbiamo aggiunto un tracciato “pump track” per i più giovani». Un altro progetto importante per il futuro è quello relativo al comparto di Santa Maria, un’area strategica di 50 mila metri quadrati a nord della stazione ferroviaria.
Oggi poco valorizzato - caratterizzato da capannoni in parte dismessi e parcheggi -, un domani si trasformerà in un quartiere con residenze, attività commerciali e grandi spazi verdi accessibili al pubblico.
Un nuovo rione in vista
«Per realizzare questo importante tassello, siamo sempre in attesa delle conclusioni delle autorità competenti in merito al ricorso presentato contro la variante pianificatoria approvata dal Consiglio comunale. Non bisogna però immaginare che il nuovo rione sarà costruito in poco tempo. Anche qualora tutte le procedure si concludessero positivamente, lo sviluppo dell’area richiederà diversi decenni». Vignuta evidenzia come il «peso» in termini di importanza nel distretto, dovuto appunto alla progressione positiva sotto il profilo demografico, sia solo una conseguenza delle strade intraprese dalla politica e non sia da considerare come un parametro isolato.
Matrimonio all’orizzonte
Tuttavia, è innegabile che all’orizzonte ci sia un’ulteriore «espansione» portata dalla prospettata aggregazione con Lavertezzo, il cui nome in futuro lo indicherà, semmai, come quartiere.
«Si inserisce in una visione più ampia che punta a migliorare i servizi e a rendere ancora più attrattivo un territorio che, dal punto di vista geografico, costituisce già un insieme molto integrato. Abbiamo presentato lo studio aggregativo a entrambi i Municipi e Consigli comunali, lasciando spazio a contributi e osservazioni». Osservazioni, come riportato su queste colonne nell’edizione di venerdì scorso, che non sono mancate. «Abbiamo preso atto di quanto formulato dal gruppo “Per Lavertezzo”. Considero ogni voce utile per migliorare e completare il progetto. L’auspicio è che il Consiglio di Stato possa indire la votazione consultiva nell’autunno del 2027. Se il risultato dovesse essere favorevole, l’idea sarebbe quella di posticipare di un anno le elezioni comunali, portandole al 2029».
Sviluppi tra Tenero e Minusio
E così, mentre il polo è ancora fermo, le realtà confinanti di Tenero e Minusio sono pronte a seguire l’esempio, convolando a nozze. «Seguiamo con interesse gli sviluppi. Con Minusio abbiamo collaborazioni storiche e consolidate», conclude Vignuta, che precisa: «Da esterni, non possiamo che guardare con favore alla nascita di nuove realtà istituzionali capaci di rafforzare complessivamente il Locarnese».







