«Maltempo, serve un fondo cantonale»

«Gli eventi degli ultimi anni a Bondo e Brienz, così come l’alluvione del giugno 2024 in Mesolcina, mostrano quanto il Cantone sia esposto a fenomeni naturali di grande impatto. Nel contesto dell’alluvione in Mesolcina, i deputati del Moesano si erano già rivolti al Governo evidenziando l’importanza di un rafforzamento continuo delle misure preventive e delle strategie di protezione del territorio, considerato che episodi simili sono destinati a verificarsi con maggiore frequenza» pure nei Grigioni.
Gli interrogativi
La granconsigliera de Il Centro e municipale di Grono Eleonora Righetti chiede lumi al Governo retico in merito alle prospettive nella prevenzione e nella gestione delle catastrofi naturali. Partendo, purtroppo, dagli ultimi avvenimenti capitati nel cantone, in particolare quanto successo in Mesolcina un anno e mezzo fa.
Le opere di protezione
Eleonora Righetti osserva che a livello federale sono in corso delle riflessioni. In particolare è stata depositata un’iniziativa parlamentare per un «Fondo nazionale in caso di catastrofi naturali», mentre la Commissione dell’ambiente del Consiglio degli Stati ha approvato una mozione volta a rafforzare la capacità d’intervento finanziario della Confederazione. «Alla luce di questo contesto appare importante comprendere come il Cantone intenda affrontare la crescente complessità finanziaria e organizzativa legata agli eventi naturali estremi», puntualizza la deputata.
E gli interventi di ripristino
Come valuta il Governo la possibilità di istituire un fondo cantonale destinato alla prevenzione e alla gestione delle catastrofi naturali?, chiedono Righetti e gli altri numerosi cofirmatari. E, ancora: «In che modo il Governo intende garantire nel lungo periodo il finanziamento delle opere di protezione necessarie e degli interventi di ripristino non pianificabili attraverso gli strumenti finanziari ordinari?».









