Il caso

«Maltempo, serve un fondo cantonale»

Alla luce delle ultime catastrofi naturali capitate nei Grigioni, come in Mesolcina nel 2024, la granconsigliera di Grono Eleonora Righetti chiede lumi al Governo in merito alla prospettive legate a prevenzione e gestione
Giugno 2024. Sorte. © CdT
Alan Del Don
16.01.2026 15:52

«Gli eventi degli ultimi anni a Bondo e Brienz, così come l’alluvione del giugno 2024 in Mesolcina, mostrano quanto il Cantone sia esposto a fenomeni naturali di grande impatto. Nel contesto dell’alluvione in Mesolcina, i deputati del Moesano si erano già rivolti al Governo evidenziando l’importanza di un rafforzamento continuo delle misure preventive e delle strategie di protezione del territorio, considerato che episodi simili sono destinati a verificarsi con maggiore frequenza» pure nei Grigioni.

Gli interrogativi

La granconsigliera de Il Centro e municipale di Grono Eleonora Righetti chiede lumi al Governo retico in merito alle prospettive nella prevenzione e nella gestione delle catastrofi naturali. Partendo, purtroppo, dagli ultimi avvenimenti capitati nel cantone, in particolare quanto successo in Mesolcina un anno e mezzo fa.

Le opere di protezione

Eleonora Righetti osserva che a livello federale sono in corso delle riflessioni. In particolare è stata depositata un’iniziativa parlamentare per un «Fondo nazionale in caso di catastrofi naturali», mentre la Commissione dell’ambiente del Consiglio degli Stati ha approvato una mozione volta a rafforzare la capacità d’intervento finanziario della Confederazione. «Alla luce di questo contesto appare importante comprendere come il Cantone intenda affrontare la crescente complessità finanziaria e organizzativa legata agli eventi naturali estremi», puntualizza la deputata.

E gli interventi di ripristino

Come valuta il Governo la possibilità di istituire un fondo cantonale destinato alla prevenzione e alla gestione delle catastrofi naturali?, chiedono Righetti e gli altri numerosi cofirmatari. E, ancora: «In che modo il Governo intende garantire nel lungo periodo il finanziamento delle opere di protezione necessarie e degli interventi di ripristino non pianificabili attraverso gli strumenti finanziari ordinari?».

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