La ricorrenza

Non si balla più la samba, ma che emozioni al Comunale

Bellinzona: ben 80 anni fa venne inaugurato lo stadio turrito e due stagioni dopo (nel 1948) i granata vinsero il loro unico (finora) campionato - Dai tempi di Permunian e i funambolici brasiliani al futuro incerto - Il rettangolo verde verrà ammodernato entro il 2035
Paulo César, a sinistra, con Mario Sergio nella stagione 1986-1987. © ACB
Alan Del Don
20.03.2026 06:00

Il ricordo va inevitabilmente a quelle prime volte. Era l’ACB dei brasiliani. Di Paulo César e Mario Sergio. Dei ritmi lenti, delle giocate funamboliche e della mitica maglia con lo sponsor «Sudcasa». Anno 1986. Lo stadio ribolliva di euforia e di emozioni. Più di 10 mila persone assiepate ovunque. I bambini - come ai tempi lo era chi scrive - che facevano a gara per accaparrarsi le bandiere con lo stemma ed il «biscione» da sventolare nei 90 minuti, che poi andavano riconsegnate alla roulotte bianca posizionata sotto al tabellone. Scene che difficilmente rivedremo presto al Comunale di Bellinzona. Il colore granata, purtroppo, si è viepiù sbiadito. Ma non la storia. Quella del club, certo, ma anche quella del rettangolo verde che quest’anno soffia su 80 candeline. Una ricorrenza non fine a sé stessa, ma che ci fornisce l’assist per parlare del futuro. A meno di clamorosi interventi di mecenati stranieri, la capitale non godrà di un moderno catino. Ma si procederà al restyling, a tappe, dell’attuale infrastruttura di proprietà della Città. L’orizzonte è il 2030-2035.

L’architetto bernese

Un solo consigliere comunale, il 29 marzo 1946, si oppose alla realizzazione del Comunale, a fronte del voto convinto di 38 suoi colleghi. Il progetto elaborato dall’architetto bernese Hans Beyeler, del costo di circa mezzo milione di franchi, per sostituire il campo di viale Franscini, prevedeva la costruzione di un’arena di 15 mila posti (di cui mille nella tribuna coperta). Nella Turrita non si perse tempo. I lavori iniziarono già dopo meno di un mese, il 23 aprile. Con gli scavi. Per completezza di informazione va detto che dell’idea di uno stadio si cominciò a discuterne nel 1938. Poi la guerra rallentò ovviamente l’iter. Le priorità erano altre. Sta di fatto che la prima partita ufficiale venne giocata il 1. dicembre 1946: l’ACB sconfisse il Grasshopper per 3-0 davanti a 6 mila spettatori. Un anno e mezzo dopo - sulle ali dell’entusiasmo, forse proprio dovuto all’inaugurazione del Comunale - i granata vinsero il loro primo, e finora unico, campionato. Ne facevano parte, tra gli altri, il portiere Permunian, Bianchini, Erba, Soldini e Sormani.

Tribune e buvette moderne

Per l’ammodernamento del vetusto rettangolo verde (ristrutturato in modo rilevante nel 2008 e 2019 e, marginalmente, nel 2022 e 2025 con l’edificazione della torretta, sul lato sud, per le riprese televisive e l’allargamento di una via di fuga) la Città guarda all’esempio della Schützenwiese di Winterthur. Le autorità zurighesi, in collaborazione con la società calcistica, hanno approntato un piano di intervento a tappe che tiene conto delle esigenze pianificatorie, politiche e soprattutto finanziarie. Bellinzona desidera fare lo stesso. Realizzando, ad esempio, due tribune coperte (la gradinata sud e quella verso Daro) ed una buvette più confacente nonché altri servizi da mettere a disposizione degli utenti del Comunale. Un’indicazione più dettagliata la conosceremo quando verrà aperto il concorso di progettazione. Nel frattempo sono stati sostituiti i seggiolini della tribuna principale e, in prospettiva, si prevede il lifting degli spogliatoi e delle zone comuni nonché del manto erboso (entro ottobre). L’obiettivo, anche in futuro, è far coesistere il calcio e l’atletica.

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