Dopo l'alluvione

«Pronti a ricucire la Val Bavona puntando sull’attività agricola»

Si conclude il processo partecipativo avviato dal Comune di Cevio per far ripartire il comparto di Fontana – La sindaca Wanda Dadò: «Non riproporremo il passato in modo fittizio, vogliamo ricordare il disastro di fine giugno del 2024»
La «Madonna senza volto», danneggiata dal nubifragio, è diventata uno dei simboli della tragedia © Ti-Press/Samuel Golay
Jona Mantovan
11.02.2026 23:50

Il processo partecipativo avviato da Cevio per capire come far ripartire il comparto di Fontana, Bosco e Mondada si è appena concluso con una serata di presentazione organizzata martedì. Quella parte della valle Bavona è ancora «ferita» dalla frana scatenata dall’alluvione di fine giugno 2024: nella notte tra il 29 e il 30, infatti, 300 mila metri cubi di materiale sono franati in quel punto, provocando cinque morti (delle otto totali, considerando anche il vicino Comune di Lavizzara) oltre a ingentissimi danni materiali, con la distruzione di veicoli, macchinari e abitazioni.

Ora, però, è il momento di guardare avanti: «Siamo pronti a ricostruire. Ma non ha senso riprodurre le cose esattamente così com’erano», spiega la sindaca Wanda Dadò al Corriere del Ticino, riassumendo i risultati della consultazione che ha coinvolto non solo i proprietari o la popolazione del posto, ma chiunque avesse a cuore questa porzione del territorio dell’Alta Vallemaggia.

«Evitare scelte astratte»

«Limitarsi a rifare quanto c’era prima sarebbe una scelta troppo astratta e rischierebbe di portare solo una copia artificiale, priva del significato autentico. Inoltre, alcune cose non sono nemmeno possibili dato che il Piano regolatore o quello delle zone di pericolo non lo permettono, senza dimenticare i vincoli paesaggistici», aggiunge sottolineando l’idea condivisa e illustrata all’appuntamento aperto al pubblico, tra l’altro molto sentito e seguito da alcuni tramite una diretta fruibile in rete.

«Ciò non toglie che qualcosa vada ripristinato: ad esempio, identificando un luogo che possa accogliere la Madonna senza volto e mantenere viva la memoria dell’evento e delle vittime. Senza riprodurre il passato in modo fittizio, ma creando un nuovo spazio che ne preservi il valore e il ricordo. In generale, quasi tutte le visioni emerse sono realistiche».

Il «prezioso» settore primario

A questo proposito, un capitolo importante è quello delle attività del settore primario, assolutamente da recuperare: «La bellezza dei nostri panorami è merito della cura e del lavoro degli agricoltori. Per questo, il rifacimento di terrazzamenti e muri a secco dovrà permettere loro di operare con mezzi moderni e funzionali. Dove le strutture originali sono intatte, rimarranno; dove dovranno essere creati ex novo, dovranno rispettare le esigenze della tecnica attuale. Certo, non stiamo parlando di attrezzature industriali come se fossimo sul Piano, ma esistono anche soluzioni atrettanto efficienti benché su una scala inferiore». La nostra interlocutrice evidenzia come, un domani, quello «spirito» di compartecipazione - portato avanti dall’azienda Consultati nei laboratori tenuti nel corso del 2025 - possa essere ripreso: «È possibile che i progettisti coinvolgano nuovamente i preziosi “specialisti della terra” in momenti di confronto specifici».

Le conclusioni e tutti i pensieri frutto degli incontri avvenuti l’anno scorso, oltre a essere pubblicati sul sito www.fontanaboscomondada.ch, sono stati pure consegnati - sotto forma di rapporto, allegati e istruzioni - ai tre gruppi selezionati (degli otto iniziali), chiamati a presentare ognuno una proposta accompagnata da una dettagliata offerta economica entro il 26 febbraio.

Tre settimane per scegliere

Il «terzetto» è formato dai consorzi «Baloi» («3» e «4», con i capofila, rispettivamente, LAND Suisse e Studio Gendotti) più «Pradoi» (dell’architetto Enrico Sassi). La direzione di progetto - l’organo di gestione che include due rappresentanti del Municipio, altrettanti della locale fondazione e uno della politica cantonale (il granconsigliere Fiorenzo Dadò) - avrà tre settimane per le valutazioni e per selezionare chi, tra questi, guiderà la progettazione vera e propria.

Tempi e costi

E poi? Si tratterà di capire i costi: «Una volta definiti i dettagli, ci muoveremo per reperire i fondi. Parallelamente, è in corso la consultazione sul messaggio del Consiglio federale alle Camere: una parte importante della somma totale fa parte di quel documento».

Per quanto riguarda i tempi, «lavorando con la massima rapidità, stimiamo un orizzonte complessivo di otto anni. Tuttavia, l’intenzione è quella di iniziare gli interventi puntuali non appena l’elaborazione di massima lo consentirà», conclude Dadò.

Il bilancio del disastro

Nel corso della notte fra sabato 29 e domenica 30 giugno 2024, violenti e prolungati temporali hanno colpito l'alta Vallemaggia, tra le valli Bavona e Lavizzara. Ad oggi una persona (un giovane della valle) risulta ancora dispersa, mentre si registrano sette mortiuna 76.enne e due 73.enni tedesche, residenti nel Land del Baden-Württemberg, una 61.enne svizzera del canton Basilea Campagna e un 67.enne svizzero del Locarnese (i cui due corpi erano stati ritrovati a Riveo, nel greto della Maggia)un altro 66.enne svizzero del canton Basilea Campagna e una 67.enne svizzera domiciliata nel Locarnese (i cui due corpi erano stati rinvenuti a luglio nel greto del fiume all'altezza di Cevio). Cinque vittime erano a Fontana (Val Bavona), due a Prato Sornico e il disperso al Piano di Peccia (sempre in Lavizzara). Si tratta del bilancio più grave legato a una catastrofe naturale mai registrato in tempi recenti a Locarno e dintorni. L'alluvione del 1978, tanto per fare un esempio, aveva provocato sette morti (quattro nel Locarnese: Comologno, Losone, Ascona, Verscio; uno a Bellinzona e due in Val di Blenio, oltre a una quindicina in Italia, tra Val Vigezzo e Ossola). Il nubifragio in Mesolcina, di una settimana prima rispetto a quello in alta Vallemaggia, tre.

Il confronto nella mappa di Swisstopo: link qui

Le foto delle aree colpite nella mappa di Swisstopo: link qui

La carta dei pericoli della sponda sinistra della Bavona, ossia la zona sotto i torrenti Larecchia, Magnasca, Ritorto e Ogliè, nel Comune di Cevio
La carta dei pericoli della sponda sinistra della Bavona, ossia la zona sotto i torrenti Larecchia, Magnasca, Ritorto e Ogliè, nel Comune di Cevio

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