Il caso

Rabadan e bar: «Attenzione, qui si rasenta la disparità di trattamento»

Sicurezza nei locali durante il carnevale: partita la richiesta di chiarimento da parte dei sette esercenti che contestano l'obbligo di almeno due agenti privati - Ecco le loro argomentazioni, che partono dall'esonero concesso a tre ritrovi perché... non si balla
© CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
20.01.2026 17:30

«Esiste una poco chiara situazione tra quanto la decisione primordiale (quella del 23 dicembre; n.d.r.) afferma, al pari della decisione del 14 gennaio che la conferma, e gli esoneri formulati dalla Polizia comunale a posteriori. Una simile prassi potrebbe rasentare una disparità di trattamento e mettere in gioco il principio di legalità con prassi poco chiare rispetto a decisioni formali emesse». Detto, fatto. È partita ieri la richiesta di interpretazione al Municipio di Bellinzona, firmata dall’avvocato Marco Garbani, da parte di sette esercenti del centro storico, come abbiamo riferito ieri. I proprietari/titolari dei bar contestano l’obbligo di disporre di almeno due agenti di sicurezza durante le sere/notti del carnevale Rabadan. L’esigenza di ottenere maggiori delucidazioni deriva dal fatto che tre esercizi pubblici inseriti nella «Città del carnevale» sono stati recentemente esonerati «dall’obbligo di una polizia privata con l’argomento che non veniva effettuato del ballo e rimanevano i tavoli».

Sotto la lente

Respingendo il reclamo dei sette esercenti, tuttavia, il Municipio ha puntualizzato che qualora si modificasse la destinazione dei locali - ampliandone l’utilizzo - allora dovrebbero appunto potenziare la presenza della sicurezza. «La richiesta di interpretazione per tentare di evitare ulteriori rimedi di diritto (ossia il ricorso al Consiglio di Stato; n.d.r.) appare dunque» sacrosanta, annota il legale. Secondo il quale la necessità di due agenti privati è confermata limitatamente a chi organizza balli o effettua un cambiamento di destinazione rispetto all'autorizzazione rilasciata.

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