Hockey

Caso Fischer, smentita la retata sui falsi certificati Covid: tutto partì da un timbro sospetto

Nuova svolta nel caso dell’ex ct svizzero di hockey: nessuna retata, ma una denuncia dell’Ufficio della sanità grigionese dopo verifiche su attestati legati a uno studio medico tedesco
©Chiara Zocchetti
Red. Online
16.05.2026 19:54

Fino ad oggi non era chiaro come la Procura lucernese fosse venuta a conoscenza della falsificazione del certificato Covid-19 da parte di Patrick Fischer, l’ex allenatore della nazionale svizzera di hockey licenziato poco prima dell’inizio dei Mondiali casalinghi. L’ex tecnico di Zugo – lo ricordiamo – aveva accidentalmente ammesso ai microfoni della SRF di aver utilizzato un certificato falso per recarsi alle Olimpiadi del 2022 a Pechino. Già settimana scorsa la rivista Klein Report scriveva delle autorità grigionesi, le quali avevano smantellato un gruppo criminale che in periodo pandemico aveva organizzato e venduto vaccini e certificati fasulli, compreso quello di Fischer. Oggi c’è una nuova svolta, riportata da 20 Minuten.

Nessuna retata nel caso Fischer

Se nei giorni scorsi si parlava di una retata a casa Fischer, oggi la situazione sembra invece essere mutata: Fischer e le altre persone cooinvolte non sarebbero stati beccati a causa del blitz delle autorità, il quale sarebbe stato messo in atto contro una rete di contraffattori operante nel Canton Grigioni. Ebbene, al quotidiano regionale Südostschweiz il procuratore Ulmi Stuppani ha dichiarato che «non ci risulta l’esistenza nei Grigioni di organizzazioni criminali che commerciassero sistematicamente certificati falsi». Ma non solo. Stuppani ha anche affermato che all’epoca sono intervenuti dopo la notifica di una denuncia da parte dell’Ufficio della sanità grigionese, spiegando che questa ha denunciato Fischer e le altre persone a causa di un timbro medico.

L’ottenimento del certificato Covid, di fatto, avviene unicamente a seguito di una vaccinazione. In questo senso, alcune richieste avrebbero insospettito le autorità in quanto tali vaccini sarebbero stati validati da uno studio medico in Germania. Tuttavia, verifiche più approfondite hanno portato alla scoperta che tale studio non aveva mai rilasciato questi attestati. Da lì le denunce.

Non un caso isolato

Stuppani ha anche precisato che il caso Fischer è stato trasmesso istantaneamente dalla Procura del Canton Grigioni a quella di Lucerna, in quanto allora l’ex tecnico risiedeva in quel Cantone. Ma il suo non era un caso isolato: sono diverse decine le persone che nei Grigioni sarebbero state perseguite in questo senso.

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