Cara UNESCO, oltre alla Fortezza c'è di più

«È intenzione del Municipio, nel medio-lungo termine, valutare una richiesta formale all’UNESCO per l’estensione del riconoscimento del sito “Tre castelli, murata e cinta muraria del borgo di Bellinzona” anche alla Linea Dufour e ai relativi manufatti (Fortini della fame e murata)?». È quanto chiedono, attraverso un’interpellanza, dieci consiglieri comunali di PLR e del Centro (primo firmatario il capogruppo liberale radicale Andrea Cereda) all’Esecutivo della capitale. La valorizzazione della Fortezza, sostengono gli interpellanti, introduce una visione evoluta del patrimonio, inteso non più come semplice insieme di manufatti, bensì quale sistema territoriale integrato, storico e funzionale: «Nonostante si tratti di opere realizzate in epoche storiche differenti - il sistema medievale dei castelli visconteo-sforzeschi e la linea difensiva ottocentesca del generale Dufour - entrambe condividono una medesima logica strategica di fondo: il controllo e la protezione delle principali vie di transito delle genti e delle merci lungo l’asse della valle del Ticino, corridoio naturale di collegamento tra nord e sud delle Alpi». Anche la Commissione della gestione, nel suo rapporto, ha evidenziato come la funzione difensiva della Città si estenda «oltre il perimetro medievale attualmente riconosciuto dall’UNESCO, includendo elementi successivi quali la Linea difensiva Dufour (1853-1854), i cosiddetti Fortini della fame (di Camorino e Sementina; n.d.r.) e le tracce ancora leggibili della murata nel fondovalle».
Prospettive di valorizzazione
Secondo Andrea Cereda e colleghi, insomma, alla luce di questa impostazione - che riconosce una continuità storica, geografica e simbolica del sistema fortificato sul territorio comunale - appare opportuno interrogarsi sulle prospettive future di valorizzazione e riconoscimento di tali elementi. Rafforzando così il ruolo della Fortezza, la cui valorizzazione da oltre 19 milioni di franchi - come noto - è contestata dal referendum lanciato da alcuni partiti (Il Noce in primo luogo) contro il via libera del Legislativo dello scorso 9 marzo.




