Governo e Parlamento, il Ticino valuta nuove regole elettorali

Il Ticino potrebbe cambiare le regole per eleggere Governo e Parlamento. Tra le ipotesi tecniche sottoposte a consultazione figurano il sistema maggioritario per il Consiglio di Stato e i Municipi e un quorum del 4% per partecipare alla ripartizione dei seggi del Gran Consiglio e dei Consigli comunali.
Il Consiglio di Stato, però, per ora si è limitato a prendere atto del rapporto della Cancelleria dello Stato: non ha ancora deciso se proporre una riforma né con quale impostazione.
Il documento, aggiornato al 14 ottobre, è un rapporto di 48 pagine che ricostruisce anche la storia delle proposte e degli studi sul tema. La consultazione pubblica, aperta fino al 12 marzo 2027, è rivolta a partiti, enti, organizzazioni, associazioni e altri interessati.
Due turni per eleggere Governo e Municipi
Il rapporto propone di passare dal proporzionale al maggioritario per eleggere il Consiglio di Stato, con un sistema a due turni e un unico circondario elettorale. L’ipotesi si estenderebbe anche ai Municipi. Il Ticino è oggi l’unico Cantone a eleggere il Governo con il proporzionale. Negli altri Cantoni vige il maggioritario, di norma a due turni. La Cancelleria suggerisce inoltre un metodo di calcolo della maggioranza assoluta che, secondo il rapporto, faciliterebbe l’elezione al primo turno senza abbassare eccessivamente il sostegno popolare richiesto.
Non si tratta di un’ipotesi nuova. Nel 2020, uno studio dell’Osservatorio della vita politica regionale (OVPR) dell’Università di Losanna, realizzato da Oscar Mazzoleni e Andrea Pilotti, simulava come sarebbero cambiati Consiglio di Stato e Gran Consiglio se nelle precedenti tornate elettorali fosse stato adottato il sistema maggioritario. Più di recente, Amalia Mirante (Avanti con Ticino&Lavoro) ha rilanciato la proposta per l’elezione del Consiglio di Stato.
Per il Gran Consiglio una soglia del 4%
Per l’elezione del Gran Consiglio, la Cancelleria propone un quorum diretto del 4% dei voti validi: soltanto le liste che raggiungono questa soglia parteciperebbero alla ripartizione dei seggi. Il rapporto considera la percentuale adeguata alla realtà ticinese e ritiene che non ostacolerebbe eccessivamente l’ingresso in Parlamento delle forze politiche. Alle elezioni cantonali del 2023, tuttavia, sei liste che non avevano raggiunto il 4% ottennero complessivamente 13 seggi: con la soglia, la ripartizione sarebbe stata diversa. La stessa ipotesi è prevista per i Consigli comunali, dove avrebbe effetti soprattutto nei Comuni più grandi.
Il tema era già arrivato in Gran Consiglio: nel giugno 2025 il Parlamento ha respinto una proposta di quorum al 3%. Il rapporto ora in consultazione riprende la questione con un’ipotesi diversa, al 4%. Il Governo intende raccogliere le opinioni degli interessati prima di formulare eventuali proposte.
Scheda elettorale e congiunzioni
Un’altra proposta riguarda il valore della scheda. Il rapporto suggerisce di farlo corrispondere al numero dei seggi da assegnare, come avviene per l’elezione del Consiglio nazionale, e di allinearlo al numero di preferenze a disposizione dell’elettore. L’obiettivo è semplificare il calcolo dei voti e rendere più chiaro il sistema, senza modificare il numero di preferenze personali esprimibili.
Sul possibile ritorno delle congiunzioni di lista, soppresse nel 2002, il rapporto mette in evidenza i rischi di un aumento delle liste e delle candidature e di una minore chiarezza per chi vota. Nel 2023, ricorda la Cancelleria, i candidati al Gran Consiglio erano 916; il documento osserva che un numero così elevato rende più difficile presentare schede comprensibili e gestire le operazioni elettorali.
Consultazione anche su mandato e legislatura
Il Consiglio di Stato ha esteso la consultazione a due iniziative parlamentari presentate nelle scorse settimane: una propone di limitare la durata della permanenza in carica dei membri del Governo, l’altra di portare la legislatura a cinque anni. Questi temi si aggiungono alle ipotesi contenute nel rapporto tecnico.
L’Esecutivo raccoglierà ora i pareri prima di decidere se e come presentare una riforma. I documenti sono consultabili sul portale delle consultazioni cantonali.
