Voilà, ecco la maxicommessa per il terzo binario

Chiamiamolo maxiappalto, sì. Perché una commessa di 101,7 milioni di franchi, in Svizzera, non la si assegna tutti i giorni. Figuriamoci in Ticino. Il progetto è quello del terzo binario di Bellinzona, con relativa fermata in piazza Indipendenza. Come appreso dal nostro giornale, il mandato - concernente le opere da impresario costruttore - è stato aggiudicato l’altroieri dalle Ferrovie alla Mancini & Marti di Castione. Due, solamente, le offerte pervenute all’ex regia federale entro i termini. Quella presentata dalla storica azienda ha ottenuto il punteggio migliore. Determinante è stato in particolare il criterio del prezzo. Contro la decisione vi è facolta di ricorrere al Tribunale amministrativo federale di San Gallo entro inizio giugno. Al momento la ditta non considerata non ha ancora sciolto le riserve; prima vuole valutare, nel dettaglio, le motivazioni delle FFS.
Rivoluzione viaria
L’attesa opera da oltre 200 milioni di franchi compie dunque un altro importante passo avanti dopo un iter difficoltoso. Il terzo binario tra la Turrita e Giubiasco (al ponte Isolabella) rivoluzionerà la viabilità ferroviaria regionale con cadenza ogni 15 minuti tra la capitale e Locarno. Se non dovesse essere inoltrato ricorso, i lavori potrebbero iniziare nella primavera 2027 come riprogrammato dalle Ferrovie a seguito delle lungaggini alle quali è andato incontro il dossier. Il cantiere si concluderebbe a fine 2033, come vi abbiamo riferito lo scorso 28 febbraio.
Cosa andrà fatto
L’appalto vinto dalla Mancini & Marti (non nuova alle collaborazioni con le FFS, ricordiamo in primis quelle nell’ottica dell’edificazione delle moderne Officine a Castione) comprende diverse mansioni. In primo luogo la costruzione del marciapiede e il prolungo di quello attuale alla stazione cittadina; secondariamente l’allargamento del sottopasso «Daro» tramite demolizione parziale del sottopasso ferroviario esistente e realizzazione di quello nuovo a fianco; poi la costruzione della galleria ferroviaria «Svitto 2» sotto il castello Montebello (e di quella artificiale «Dragonato») e della fermata in piazza Indipendenza nonché del binario lungo 1,6 chilometri. Infine, tra l’altro, l’allargamento di ulteriori sottopassi, la realizzazione di ripari fonici (auspicati dai confinanti), la demolizione e ricostruzione del deposito della palestra della scuola elementare Sud e «la costruzione e successiva demolizione» di un istituto scolastico provvisorio.





