Bellinzona: e se nel bar entrasse una guggen? Il ricorso pare più vicino

Il ricorso al Consiglio di Stato pare a questo punto sempre più vicino. Come appreso dal Corriere del Ticino, uno o due esercenti del centro storico - sui sette che stanno portando avanti da inizio anno la «battaglia» con il Municipio di Bellinzona - sembra/-no intenzionato/i ad appellarsi al Governo contro l’obbligo imposto dalla Città di disporre di almeno due agenti di sicurezza nei locali pubblici durante le notti del carnevale Rabadan. Se la censura dovesse veramente essere inoltrata, i proprietari/titolari dei ritrovi (patrocinati dall’avvocato Marco Garbani) chiederebbero anche l’effetto sospensivo. Se ne saprà di più a giorni.
Sala da ballo ed autorizzazioni
L’Esecutivo ha intanto risposto alla richiesta di delucidazione formulata settimana scorsa dai sette esercenti. In pratica la Città ha osservato che bar e ristoranti sono esonerati dall’avere della sicurezza privata se, uno, non viene effettuato del ballo e i tavoli non vengono tolti; e, due, se viene rispettato il numero di persone all’interno messo nero su bianco nell’autorizzazione. Ciò che ai proprietari/titolari dei locali potrebbe pure andar bene, però vogliono adesso capire cosa accadrebbe qualora - come succede sovente durante i bagordi cittadini - nei ritrovi entrasse una o più guggen. In quel caso l’esercizio pubblico si trasformerebbe in una sala ballo? E allora gli agenti di sicurezza servirebbero? Se non ci dovessero essere il bar rischierebbe una multa o addirittura la chiusura seduta stante? Domande al momento sempre senza risposta che potrebbero portare, come detto, uno o due esercenti ad inoltrare ricorso al Consiglio di Stato per dirimere la questione.
Ad una quindicina di giorni dall’inizio del carnevale (in agenda il 12 febbraio) nella Turrita c’è chi ha poca voglia di scherzare.






