«Gli oneri della capitale pesano anche su Locarno, ora il dialogo con il Cantone»

Il preventivo 2027 di Locarno mette in conto un disavanzo di 1,85 milioni di franchi, una cifra che per il momento non desta particolari allarmi, ma che si inserisce in un contesto finanziario sempre più delicato. A preoccupare l'Esecutivo sono soprattutto gli oneri trasferiti dal Cantone, una dinamica che, secondo Mauro Silacci, rischia di comprimere progressivamente i margini di manovra. «La situazione è sotto controllo, ma guardando al futuro non possiamo non essere preoccupati», dichiara al Corriere del Ticino il capodicastero Finanze, sottolineando la necessità di proseguire con un dialogo coordinato insieme agli altri poli nei confronti del Governo, nella speranza di rivedere un sistema in cui le amministrazioni comunali devono assumersi quote di spesa sempre più importanti, senza tuttavia disporre di strumenti per «parare i colpi».

Si lavora sulle strategie
Per dare un termine di paragone, nel preventivo questo capitolo ammonta complessivamente a 28,3 milioni e comprende, tra le altre cose, i contributi per gli anziani, le cure a domicilio e il trasporto pubblico: «Si tratta di una voce che continua a crescere». Intanto, Palazzo Marcacci è al lavoro per presentare il Piano finanziario (il quale includerà quello delle opere), atteso nelle prime settimane dell’anno nuovo. Il documento fornirà una serie di indicazioni circa le strategie sul medio termine, legate al contenimento delle uscite.
«Naturalmente sarebbe irrealistico immaginare di eliminare tali spese, perché è giusto che la Città contribuisca a determinati compiti svolti da enti superiori o da altri organismi. Si potrebbe però riflettere sulla ripartizione degli oneri e valutare se la quota a carico dei Comuni sia ancora equilibrata», rileva il municipale. Il tema è stato sollevato più volte nelle sedi opportune, ricorda il nostro interlocutore, che commenta la scelta di mantenere il moltiplicatore al 90% per le persone fisiche e al 97% per le persone giuridiche: «Riteniamo che il 2027 possa essere gestito senza intervenire sulla pressione fiscale e quindi abbiamo deciso di non ritoccare questo parametro». Non è però escluso un cambio di rotta più in là nel tempo. Per l’anno alle porte, il capoluogo sul Lago Maggiore preconizza spese per 91,7 milioni (+2,7% rispetto al Preventivo 2026) a fronte di 89,8 milioni di ricavi (+2,3%).
Investimenti per 20 milioni
Anche in questo caso l’aggiornamento del Piano finanziario permetterà di valutare possibili interventi: «Ciò significa interrogarsi sull’organizzazione dei servizi e capire se alcune prestazioni debbano continuare a essere offerte con le modalità attuali oppure se sia opportuno riorganizzarle». Un altro tema centrale riguarda gli investimenti: nel documento strategico si quantificano in 20 milioni di franchi. Un importo senz’altro ambizioso. A «pesare» maggiormente è la progressiva concretizzazione della «Nouvelle belle époque», l’ampia riqualificazione di largo Zorzi e piazza Grande, arrivando fino alla piazzetta Remo Rossi (quella di fronte al PalaCinema), passando parzialmente per il Muraccio.
Dalla Rotonda alle scuole
Una visione, questa, che complessivamente vale l’intera cifra summenzionata. «Bisogna però considerare come non tutto si trovi nella stessa fase di maturazione. Dunque i vari cantieri sono in programma su più anni e, di conseguenza, pure i costi saranno ripartiti lungo tutto l’arco degli sviluppi», rileva ancora Silacci.
All’orizzonte, poi, si profilano il rinnovamento della Rotonda (3,4 milioni), la ristrutturazione e l'ampliamento delle scuole elementari nel quartiere di Solduno (32 milioni di franchi), oltre a diversi altri crediti quadro destinati alla manutenzione degli stabili comunali, al rinnovo del parco veicoli e ad altri interventi ordinari necessari al funzionamento dell’amministrazione. «Questi numeri vanno rapportati alla nostra capacità di autofinanziamento, che si aggira attorno ai 5 milioni. È quindi necessario trovare un equilibrio tra gli investimenti che desideriamo realizzare e quelli che possiamo effettivamente permetterci».
La valutazione di Moody’s
A tal proposito, Silacci precisa come un certo margine di manovra sia possibile grazie alla conferma della valutazione «A1 con prospettiva stabile» da parte dell’agenzia internazionale Moody’s: «Significa che la Città continua a essere considerata un soggetto affidabile dal punto di vista finanziario e capace di far fronte ai propri impegni nel medio e lungo periodo. È un “voto” importante, anche perché ci permette di accedere ai finanziamenti sui mercati dei capitali a condizioni più favorevoli».







