Il caso

La Saleggina in una tappa? Per i progettisti si può fare

Bellinzona: l’ipotesi lanciata durante la serata promossa dal CdT dal direttore generale dell’EOC Glauco Martinetti non dispiace agli architetti che hanno concepito il futuro ospedale - Se così fosse l’orizzonte potrebbe spostarsi al 2040 - Ecco le tempistiche aggiornate
© Rendering EOC
Alan Del Don
18.04.2026 06:00

Serviranno dieci anni, come minimo, prima di poter assistere al taglio del nastro del futuro ospedale regionale alla Saleggina di Bellinzona. Tant’è che l’orizzonte sembra viepiù spostarsi dal 2035 al 2040. E già questa è una notizia. Ma quella più sorprendente - come abbiamo anticipato sull’edizione di ieri - è legata alla risposta data dal direttore generale dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) Glauco Martinetti ad un addetto ai lavori, giovedì sera, a margine del «Forum» organizzato dal Gruppo del Corriere del Ticino. Si sta prendendo in considerazione l’eventualità di costruire il nosocomio in una volta sola. Quindi non più in due fasi come era stato finora programmato, con la seconda che dovrebbe andare in cantiere tra il 2046 ed il 2050. Al momento, ribadiamo, si tratta di un’ipotesi di lavoro di cui comunque si è già discusso, in primo luogo con i progettisti.

Le condizioni e le fasi (attuali)

Per gli architetti e gli specialisti degli studi Arnaboldi di Minusio e Gaggini di Lugano - autori de «Il profumo dei tigli» -, come abbiamo appurato, la realizzazione in una o due tappe dell’ospedale non cambia nulla. Per loro è fondamentale che i lavori possano iniziare il prima possibile, per uscire da questa situazione di incertezza venutasi a creare dopo il «pateracchio» pianificatorio emerso in corso d’opera. Il rapporto del Dipartimento del territorio fa dipendere l’edificazione del complesso da almeno 380 milioni di franchi al rispetto di due precise condizioni. La prima è che andranno compensati i terreni che verranno sacrificati; la seconda è che la pianificazione venga portata avanti dai preposti uffici cantonali. Nella fattispecie, come riferito dal CdT il 25 marzo scorso, procedendo ad un Piano di utilizzazione cantonale. Sulla base di quello che è sempre stato spiegato dall’EOC, la prima tappa (orizzonte 2035-2040) prevede uno sviluppo su una superficie netta di 57.000 metri quadrati, mentre entro il 2046-2050 un ulteriore sviluppo per altri 44.000 metri quadri. Rimarrebbe a disposizione una riserva lorda di 33.000 metri quadrati.

La lungimiranza

In modo lungimirante, nella prima fase sono in ogni modo stati previsti dei cosiddetti «spazi di riserva» in grado di assicurare una flessibilità maggiore qualora si decidesse di costruire subito tutto. Senza dunque «splittare» il cantiere in due e, di conseguenza, con dei margini di risparmio. L’unica certezza, al momento, è che la Saleggina è l’area migliore in Ticino per una simile struttura. Le tempistiche? 2-3 anni per la pianificazione; 3-4 anni per la progettazione definitiva; ed altrettanti per la costruzione.

Quel «Forum» per fare rete

Creare dei momenti di confronto e dibattito «tra istituzioni, economia e attori chiave dei singoli distretti. Perché è parlandosi e facendo rete che si ottengono risultati», ha affermato giovedì sera il CEO del Gruppo del Corriere del Ticino Alessandro Colombi, illustrando il progetto denominato «Forum». Degli incontri nei poli del cantone per discutere delle prospettive di sviluppo e dei temi delle singole città dando la parola a relatori qualificati e alle domande del pubblico. Dopo il positivo debutto a Bellinzona, i prossimi appuntamenti sono in agenda a Locarno (9 giugno), Lugano (8 ottobre) e Mendrisio (12 novembre). I dettagli li troverete man mano cliccando su eventi.cdt.ch.

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