L'ACB e gli altri «patatrac» del calcio ticinese: ora «intervenga il Governo»

I problemi finanziari dell’Associazione calcio Bellinzona (ACB) nell’ultimo ventennio abbondante li hanno vissuti tutti i club d’élite in Ticino. Lugano nel 2003. Locarno nel 2018. Chiasso nel 2023. Con il dissesto che si è trasformato in men che non si dica in fallimento e, poi, nell’inizio della lenta risalita nelle categorie che contano. Per il club granata - qualora si verificasse lo scenario peggiore, che potrebbe essere evitato in extremis grazie al concordato - sarebbe la seconda volta dopo il «crac» del 2013, quando al timone c’era Gabriele Giulini. Qualcosa non va nel mondo del pallone cantonale. E non da oggi, come abbiamo appena detto. Ecco quindi che c’è chi, ora, ha scritto al Consiglio di Stato ed al Municipio turrito auspicando dei provvedimenti affinché quanto capitato questa stagione, all’ombra della Fortezza, non si ripeta più. Mai più.
Il danno d’immagine
«Il previsto fallimento dell’ACB deve indurre il Governo a una riflessione ma anche a una valutazione su possibili reati finanziari e sulle gravi conseguenze di immagine per il nostro Cantone», si legge nell’e-mail trasmessa non solo ai singoli consiglieri di Stato (quindi al presidente Claudio Zali, alla vice Marina Carobbio Guscetti nonché ai colleghi Norman Gobbi, Christian Vitta e Raffaele De Rosa), ma altresì alle direzioni dei rispettivi dipartimenti e ai sette municipali di Bellinzona. Nel messaggio di posta elettronica, in nostro possesso, si invita in particolare il Governo ad essere vigile quando alle porte dei club ticinesi bussano degli imprenditori, sconosciuti alle nostre latitudini, che si dicono pronti ad investire milioni. All’Esecutivo cantonale si chiede «un’analisi della situazione» partendo, purtroppo, dalla deficitaria (in tutti i sensi) gestione della prima squadra dell’ACB da parte del patron colombiano Juan Carlos Trujillo Velasquez (che oggi parlerà alla stampa, incontrando i giornalisti uno alla volta...). In meno di un anno il sodalizio è stato retrocesso sul campo e deve lottare, fuori, per sopravvivere. «Sarebbe pensabile la nomina di un procuratore straordinario o ancora la nomina di specialisti finanziari che analizzano i conti (...). Si potrebbe coinvolgere anche la Procura federale e la Polizia federale», scrive il cittadino.
Stanno spulciando i conti
Va, insomma, dato «un segnale forte» da parte delle istituzioni ai massimi livelli, affinché chi assume la proprietà di un club sportivo «non abbia a credere che in Ticino si possa fare tutto e di più». I conti dell’ACB 1904 SA sotto la lente lo sono già da giorni. A visionare attentamente fatture e documentazione ci stanno pensando i contabili della società granata (cfr. il CdT di venerdì). Sulla base delle loro valutazioni si deciderà o meno di chiedere all’amministratore unico Mario Rosas di depositare i bilanci in Pretura. I debiti si aggirerebbero attorno ai 3 milioni di franchi. Mentre per terminare questa tormentatissima stagione servono subito 1,5 milioni, di cui più di un terzo per pagare gli stipendi e gli oneri sociali di aprile, maggio e giugno.






