L'intervista

«Nessuna sorpresa dalle indagini: il quartiere ex Officine è più vicino»

Bellinzona: il capodicastero Territorio e mobilità Mattia Lepori si esprime - dopo mesi di intenso lavoro - a proposito del futuro comparto - Tra inquinamento del sedime, tempistiche e la rivalorizzata «Cattedrale» a disposizione dal 2030 per eventi e cultura
La storica, e protetta, «Cattedrale». © CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
07.09.2026 06:00

Inquinamento alle Officine FFS di Bellinzona: dalle indagini storiche non è emerso un quadro peggiore di quello già noto. Ora si attendono quelle sui terreni. Ma Città, Cantone e Ferrovie restano convinti che il sedime di 100 mila metri quadrati possa essere trasformato, dopo il 2030, in un quartiere innovativo. Il Corriere del Ticino ne ha parlato con il capodicastero Territorio e mobilità Mattia Lepori.

Signor Lepori, nel consuntivo 2025 il Municipio scrive che i tempi sono «imprevedibili» per il licenziamento del nuovo messaggio sul futuro quartiere alle Officine FFS di Bellinzona dopo che il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), l’8 ottobre 2025, ha accolto i ricorsi contro il Piano particolareggiato approvato dal Legislativo il 4 aprile 2023. Il focus è messo, immaginiamo, sul risanamento delle aree inquinate e sui costi dell’«Almenda» (il grande parco), che unitamente alla «Cattedrale» sarà il fulcro dell’innovativo comparto. Al centro delle discussioni, spiegavate, vi sono pure i diritti di proprietà fondiaria (suddivisione tra Ferrovie, Cantone e Città).

«Il progetto è complesso e troppo importante per lo sviluppo della Città per essere affrontato di fretta e in modo approssimativo. A seguito della sentenza del TRAM ci siamo subito chinati sugli aspetti segnalati, dai costi del risanamento alla proprietà dell’‘Almenda’. Sono temi che vanno chiariti fino in fondo. Il nostro obiettivo è arrivare davanti al Consiglio comunale con un’informazione la più esaustiva possibile, affinché il Legislativo possa decidere con piena cognizione di causa. Posso confermare che questo progetto è una priorità del Municipio: da mesi stiamo lavorando sugli approfondimenti necessari, con un impegno importante che non sempre è percepibile dall’esterno. Indicare oggi una data precisa per il licenziamento del messaggio significherebbe dare un numero a caso, e preferisco non farlo. Sicuramente comunque non entro la fine di quest’anno».

Per quanto riguarda i risanamenti è in corso l’indagine storica, come abbiamo riferito lo scorso 28 marzo. Sta emergendo una «condizione di inquinamento rilevante», come affermato dal Consiglio di Stato nell’estate 2024 in risposta ai Verdi?

«Ci siamo rimessi in discussione e abbiamo rimboccato le maniche, conducendo sostanzialmente da zero tutte le possibili indagini sul sedime. Il primo passo è stato concordare con la Divisione dell’ambiente del Dipartimento del territorio quali fossero effettivamente gli esami da svolgere. Su quella base abbiamo formulato la nostra richiesta alle FFS e all’Ufficio federale dei trasporti (UFT) e definito insieme il programma. Oggi le indagini storiche sono praticamente concluse e da esse è stato ricavato un piano meticoloso per le indagini fisiche sul terreno. Stiamo definendo con le Ferrovie il piano dei lavori, perché non va dimenticato che sul comparto vi sono ancora edifici in uso e che le Officine sono tuttora attive. Occorre quindi prevedere le dovute misure di sicurezza e dismettere temporaneamente alcune attività. Su questo abbiamo trovato apertura e collaborazione da parte delle FFS e dell’UFT, che hanno compreso la nostra necessità di rifare l’esercizio sullo stato del terreno e di anticipare nel dettaglio ogni tipo di analisi».

Il comparto potrà essere trasformato?

«Tutto lascia pensare di sì. Come detto, le indagini storiche non hanno riservato sorprese rispetto al quadro già comunicato nel 2023, ma attendiamo quelle sul terreno che saranno determinanti. È pacifico che a tempo debito ci sarà un’informazione pubblica per illustrare nel dettaglio lo stato del sedime ed i relativi costi di risanamento. Saremo il più trasparenti possibile, perché su un tema come questo la fiducia della popolazione si costruisce soltanto mettendo i fatti sul tavolo».

I contenuti previsti, pertanto, sono confermati? Anche l’albergo auspicato dalle FFS? E l’«antenna» del Politecnico di Zurigo: un sogno o un’opportunità?

«La proposta pianificatoria è il risultato di un mandato di studio in parallelo al quale hanno preso parte esperti e professionisti del settore, all’interno di un processo partecipativo durato anni che ha visto coinvolti rappresentanti del Comune e del Cantone. Quel lavoro resta la base della variante di Piano regolatore, beninteso che ci siamo comunque rimessi in discussione e che stiamo valutando migliorie e precisazioni. L’obiettivo di fondo non cambia. Vogliamo rispettare la storia del comparto e al tempo stesso creare uno spazio vivibile da restituire alla cittadinanza. Va poi ricordato che un Piano regolatore definisce le vocazioni di un comparto e non i singoli progetti definitivi. L’attività alberghiera rientra tra i contenuti possibili e non è in discussione. Un’‘antenna’ del Politecnico di Zurigo la considero invece un’ambizione legittima da coltivare, non ancora un dato acquisito. Sarà la qualità del comparto a cui ambiamo a renderlo attrattivo per interlocutori di quel livello».

Vedremo prima l’«Almenda», ossia il grande parco nel cuore del comparto, o la rivalorizzazione della «Cattedrale», storico edificio protetto adibito al montaggio delle locomotive?

«Assolutamente la ‘Cattedrale’. Dal 2030 contiamo di poterla utilizzare con una certa regolarità e sarà il primo segno concreto e visibile della trasformazione del comparto».

Inevitabile chiederle quali contenuti accoglierà. Ci sarà spazio per la cultura in senso lato?

«Esatto, sicuramente eventi e cultura. Oggi a Bellinzona mancano sale in grado di accogliere più di 300 persone e questo limite si fa sentire. La ‘Cattedrale’, con un allestimento modulabile, supererà verosimilmente i 1.000 posti. Dopo i concerti di Natale dell’Orchestra della Svizzera italiana degli scorsi anni, la cittadinanza avrà per la prima volta la percezione reale del potenziale di quello spazio sabato 12 settembre con ‘TEDxBellinzona’. Ciò è qualcosa di estremamente positivo e sono contento di aver potuto dare il mio contributo. Parliamo di un utilizzo e di un evento pienamente coerenti con la visione della Città per quel comparto».

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