L'intervista

«Attendiamo dalla Svizzera l'elenco degli italiani feriti nell'incendio di Crans-Montana»

Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore d'Italia in Svizzera, spiega come si stanno muovendo il suo Paese e l'Ambasciata e sottolinea la professionalità e l'efficienza mostrate dalla Confederazione a seguito del tragico evento di cui è stato teatro il bar Constellation
© CdT / Mattia Sacchi
Mattia Sacchi
Mattia Darni
02.01.2026 12:18

Tra gli avventori del Constellation, il locale di Crans-Montana in cui la notte di Capodanno è scoppiato un incendio che ha causato una quarantina di morti e 115 feriti, c'erano anche molti italiani. Il vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana Antonio Tajani ha parlato di 6 italiani dispersi e 13 ricoverati. Ne abbiamo parlato con Gian Lorenzo Cornado, ambasciatore d'Italia in Svizzera.

Sta per incontrare il ministro Tajani. Quali saranno le prime cose su cui vi confronterete?
«Il ministro Tajani si recherà al comando della polizia cantonale vallesana per partecipare a un briefing delle autorità vallesane sulla situazione, sulle tempistiche previste per il riconoscimento delle vittime e soprattutto per avere l'elenco degli italiani feriti. Finora, infatti, non abbiamo ancora da parte elvetica un elenco dei cittadini italiani ricoverati negli ospedali svizzeri. I dati in nostro possesso li abbiamo ricevuti dalle famiglie. La Polizia cantonale vallesana sta intanto facendo tutti gli accertamenti del caso. Oggi dovremmo quindi ricevere l'elenco aggiornato. Dopodiché il ministro Tajani incontrerà le famiglie dei cittadini italiani dei quali non si hanno più notizie. In quell'occasione avrà modo di offrire la massima assistenza e supporto e far capire quanto e come il Governo italiano, la Farnesina e la rete consolare in Svizzera siano a disposizione di queste famiglie. Abbiamo anche allestito una piccola task force. In sostanza, quindi, gli obiettivi del ministro Tajani sono di incontrare le autorità cantonali, offrire la solidarietà dell'Italia alla Svizzera per questa terribile tragedia che ha colpito la Confederazione e, al tempo stesso, chiedere notizie sulle indagini, capire qual è la tempistica per il riconoscimento delle vittime e avere la lista dei connazionali feriti. In base a queste informazioni si vedrà poi come muoversi per organizzare, non appena sarà possibile, il rimpatrio dei cittadini italiani. Tajani ricorderà infine la disponibilità dell'ospedale Niguarda di Milano ad accogliere pazienti ustionati, non solo italiani».

Ecco, in questo senso come è la situazione a livello ospedaliero?
«Da quello che sappiamo oggi dovrebbero essere rimpatriati in Italia tre pazienti ricoverati a Losanna così da poter liberare posti letto in Svizzera».

Da parte della Svizzera è stata data una prova di grande professionalità ed efficienza. Vedere fino a che punto il Vallese è organizzato per aiutare tutti i famigliari delle persone disperse genera in me grande emozione

Il ministro Tajani ha fornito numeri abbastanza precisi sulle vittime italiane. Il vostro Paese rischia di essere quello maggiormente colpito dalla tragedia.
«Non posso né confermare né smentire questa affermazione perché non ho visto i dati: so soltanto che ci sono 6 dispersi e 13 feriti. Ovvio che la presenza italiana a Crans-Montana in questo periodo è importante: sappiamo quanti giovani ci vadano a sciare. È comunque difficile fare stime numeriche su quale possa essere il bilancio definitivo».

Come Ambasciata fornite anche supporto logistico alle famiglie che stanno venendo a Crans-Montana, considerando che è alta stagione ed è difficile trovare alloggio?
«Non ci hanno fatto richieste in tal senso, però la Polizia cantonale vallesana ha dato la sua disponibilità per assistere i cittadini italiani nella ricerca di un alloggio temporaneo qualora ne avessero bisogno. Quindi devo dire che da parte Svizzera, da parte vallesana, stiamo avendo una disponibilità e un supporto incredibili. L'organizzazione è impeccabile. C'è anche l'assistenza di un gruppo di psicologi. Da parte della Svizzera è stata data una prova di grande professionalità ed efficienza. Vedere fino a che punto il Vallese è organizzato per aiutare tutti i famigliari delle persone disperse genera in me grande emozione».

Come Ambasciata come vi muoverete?
«Abbiamo allestito una piccola unità di crisi su disposizione del ministro Tajani e prestiamo assistenza agli italiani che ne fanno richiesta. Da parte mia, verrò tutti i giorni a Crans-Montana fintanto che sarà necessario. Tengo comunque a sottolineare di nuovo la nostra gratitudine e la nostra riconoscenza per lo sforzo profuso dalle autorità cantonali vallesane e per la vicinanza mostrata dalla Confederazione. Tra i due Paesi c'è grande vicinanza in questo momento difficile».

In questo articolo:
Correlati