F-35A: no, Berna e Washington non avevano concordato un prezzo fisso

Svizzera e Stati Uniti non avevano concordato un prezzo fisso forfettario per l’acquisto dei caccia F-35A. È la conclusione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N), contenuta nel rapporto pubblicato oggi sull’acquisizione dei nuovi aerei da combattimento.
Secondo la commissione, il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e il Consiglio federale «non avrebbero dovuto presumere» che con gli Stati Uniti fosse stato convenuto un prezzo fisso. La CdG-N critica inoltre la gestione delle trattative e l’informazione fornita alle autorità di vigilanza parlamentare e all’opinione pubblica.
Il rapporto esamina in particolare il modo in cui gli organi competenti hanno valutato le perizie commissionate dal DDPS e le raccomandazioni formulate dal Controllo federale delle finanze. Già nel 2022 quest’ultimo aveva sollevato dubbi sulla possibilità di dedurre dai contratti un prezzo fisso inteso come importo forfettario.
Trattative senza un mandato definito
Tra gli elementi contestati dalla CdG-N vi è anche l’organizzazione delle trattative con la parte statunitense. Stando al rapporto, il DDPS non aveva definito preventivamente un mandato negoziale e i colloqui erano stati seguiti da un gruppo ristretto di persone. In alcune fasi, rileva la commissione, sarebbe mancato persino un controllo elementare a quattro occhi.
La commissione intende inoltre chiarire se, a posteriori, vi siano state carenze nella gestione del dossier da parte del Consiglio federale e se la comunicazione istituzionale sia stata adeguata. Nel rapporto vengono passate al vaglio anche le responsabilità dell’allora ministra della Difesa Viola Amherd e degli altri organi coinvolti nell’acquisto.
La questione dei costi
La Svizzera aveva previsto di acquistare 36 F-35A entro il limite di 6 miliardi di franchi, approvato dal popolo nel settembre 2020 con una maggioranza risicata del 50,1%. Nel corso del 2025 è emerso che gli Stati Uniti non riconoscevano l’interpretazione svizzera del prezzo fisso e chiedevano di tenere conto di costi supplementari legati, tra l’altro, al rincaro, all’evoluzione dei prezzi delle materie prime e ad altri fattori.
Il Consiglio federale ha stimato i costi aggiuntivi in una forchetta compresa tra 650 milioni e 1,3 miliardi di franchi. A fine 2025 ha quindi incaricato il DDPS di acquistare il numero massimo possibile di velivoli entro il credito di 6 miliardi. In seguito, il Parlamento ha esaminato un credito aggiuntivo di 394 milioni di franchi, che dovrebbe consentire l’acquisto di circa 30 aerei invece dei 36 inizialmente previsti.
Il rapporto della CdG-N non risolve la controversia con Washington, ma mette in discussione il presupposto sul quale la Confederazione aveva basato la comunicazione dell’acquisto: per la commissione, non vi era un accordo valido con gli Stati Uniti su un prezzo fisso forfettario.








