Navigazione sul Verbano, la SNL non ci sta: «Governo, rispetta gli accordi»

Ieri, la decisione del Consiglio di Stato: La SNL – società incaricata dal 2022 di garantire l'offerta del servizio dei battelli sul lato svizzero del Lago Maggiore – dal 13 dicembre non avrà più l'incarico, che passerà all'azienda di trasporto pubblico Fart (Ferrovie autolinee regionali ticinesi), con sede a Locarno e per gran parte finanziata dallo stesso Cantone. Stamattina, la dura replica dell'azienda privata di casa sulle sponde del Ceresio, specchio d'acqua sul quale storicamente gestisce l'offerta delle tratte tramite sue imbarcazioni: «Prendiamo atto con forte preoccupazione della decisione di porre termine al Progetto cantonale per la navigazione sul Lago Maggiore nella sua configurazione attuale e di escluderci dalla gestione della linea pubblica Locarno-Tenero-Magadino», si legge in un lungo comunicato stampa, nel quale si ribadisce la disponibilità a discutere ogni possibile evoluzione «con un percorso graduale, ordinato, condiviso e concordato». Un cambio di rotta improvviso, insomma. E pure inaspettato. Anche perché, appena qualche giorno prima, la stessa SNL aveva annunciato il coinvolgimento di un investitore privato per sviluppare proprio il comparto del Locarnese.
«Collaborare non significa accettare passivamente»
E, ancora: «Collaborare non significa accettare passivamente che una decisione di tale portata sia annunciata in modo unilaterale, senza un confronto effettivo con tutti gli attori coinvolti, senza una valutazione pubblica delle conseguenze e senza il necessario rispetto del quadro transfrontaliero, degli accordi in essere e del quadro istituzionale vigente». La nota sottolinea come la realtà sottocenerina non sia «un operatore occasionale», bensì un'azienda radicata nel territorio «che ha investito competenze, risorse e lavoro nel futuro della navigazione sui laghi ticinesi». Questa, sul Verbano, opera com'è noto tramite una collaborazione con la società italiana Gestione Governativa Navigazione Laghi e in virtù di un accordo sottoscritto nel dicembre 2023 e valido fino al 2046. Il documento, ribadisce la SNL include «sviluppo dell’offerta, formazione del personale, rinnovo ed elettrificazione della flotta, infrastrutture e cooperazione tecnica tra le due sponde del lago».
Le domande rivolte al Governo
L'azienda chiede dunque chiarimenti al Governo: «Gli atti formali, gli accordi, le valutazioni tecniche e le garanzie finanziarie che sorreggono questa decisione. Inoltre, chi sosterrà i costi di avvio, manutenzione, esercizio e investimenti? Come saranno garantiti i posti di lavoro e la continuità del servizio? Qual è il piano per l’elettrificazione e quali responsabilità saranno assunte in caso di ritardi, disservizi o maggiori oneri per la collettività? Non è accettabile liquidare con una lettera un progetto costruito con Comuni, enti regionali, operatori turistici e partner transfrontalieri. Non è accettabile disperdere competenze, relazioni e investimenti già messi in campo da un’azienda del territorio, senza dimostrare che la soluzione alternativa sia davvero più solida, più efficiente e meno onerosa per i contribuenti».
«Le criticità? Discutiamole»
Il documento poi torna sulle criticità sollevate proprio dall'Esecutivo cantonale. «Critiche che siamo pronti a discutere, documenti alla mano, nelle sedi competenti». E si respinge il tentativo di trasformare questioni che richiedono analisi, responsabilità condivise e soluzioni operative «in una condanna sommaria, comunicata prima ancora che siano stati resi noti un progetto concreto, un piano finanziario e un accordo istituzionale completo».
Secondo la SNL, da Palazzo delle Orsoline sono arrivati «annunci a effetto» e «decisioni calate dall’alto»: «In una fase nella quale la politica ticinese è già proiettata verso la prossima campagna elettorale, sarebbe un grave errore trasformare una scelta industriale, territoriale e transfrontaliera in una prova di forza. Il Verbano non può diventare il palcoscenico di una decisione frettolosa, con un’azienda ticinese messa all’angolo e il territorio chiamato soltanto a prendere atto». E si rinnova la disponibilità ad aprire «un tavolo di lavoro serio, documentato e paritetico con Cantone, Comuni, Confederazione, e controparti italiane. Un tavolo che esamini dati, costi, tempi, responsabilità e alternative reali. La Società continuerà nel frattempo a garantire con pieno impegno i servizi affidati sui principali specchi d'acqua ticinesi, nell’interesse dei passeggeri, dei collaboratori e del Ticino, portando avanti i progetti già avviati in attesa delle determinazioni delle autorità competenti e della controparte italiane».









