Nuova viabilità in Città Vecchia: «Dibattito finalmente lanciato»

Ci ha messo un po’, ma alla fine è arrivato. Il rapporto del gruppo di lavoro coordinato dalla Pro Città Vecchia - dedicato alla viabilità che il Municipio vorrebbe introdurre nel nucleo storico di Locarno, con l’idea di rimuovere le 6 mila automobili che vi transitano ogni giorno sfruttandolo a mo’ di scorciatoia, vale a dire il famigerato «traffico parassitario» - è finalmente in mano alla Commissione della gestione.
Il documento accompagnerà il messaggio municipale (e le relative discussioni nonché la decisione finale del Legislativo) con la richiesta di 140 mila franchi che serviranno per l’affinamento, l’attuazione e la valutazione della sperimentazione. Soddisfazione dalla presidente, Franca Antognini: «Ha avuto il pregio di avviare un dibattito sul nostro quartiere, la cui situazione era ferma già da tempo».
Un nuovo capitolo
Ora si apre un ulteriore capitolo, dopo sei riunioni sull’arco di un anno, «spalmate» tra aprile 2025 e gennaio 2026, che hanno visto coinvolti dodici rappresentanti tra Municipio, favorevoli e contrari all’esame, nonostante questi ultimi abbiano deciso di abbandonare il tavolo prima della consegna dei risultati delle discussioni.
«Quest’ultimo passo non rappresenta un traguardo definitivo, bensì una base da cui proseguire il percorso», afferma ancora Antognini al Corriere del Ticino, che entra nel merito dei punti sollecitati: «Oggi possiamo già intervenire, prima ancora di una decisione politica definitiva, migliorando la segnaletica della “Zona incontro”, rinnovando alcuni elementi urbani e richiamando chi transita a comportarsi con maggiore rispetto per un’area densamente abitata e ricca di attività». Uno dei temi cruciali è la creazione di spazi per chi accede al centro storico con l’intenzione di fermarsi: «La scarsità di parcheggi è un problema noto e va affrontato attraverso nuove aree di ricezione. In parallelo, è fondamentale rendere più semplice l’accesso e creare un collegamento ideale tra la parte bassa e la parte alta della Città», ribadisce ancora la nostra interlocutrice.
«Importante comunicare»
Altra questione vitale, sarà la qualità della comunicazione della misura per certi versi «rivoluzionaria»: «Certo, ogni cambiamento dovrà essere accompagnato da un annuncio adeguato. Inoltre, i commerci al dettaglio attraversano una crisi importante e intervenire senza misure di sostegno rischia di mettere ulteriormente in difficoltà le attività che animano il rione».
La relazione conclusiva, poi, precisa che - qualora la prova dovesse rivelarsi dannosa per le attività economiche - le autorità sono disposte a interromperla. «È un impegno che hanno ribadito più volte e che rappresenta un elemento importante di garanzia per chi teme effetti negativi».
Le vie Borghese e Cittadella
Il dibattito si concentra attorno alle due vie principali, Borghese e Cittadella. Per quanto riguarda la prima, la proposta prevede una limitazione dei passaggi di transito - privilegiando l’accesso a chi si reca nel quartiere per motivi commerciali, residenziali o di servizio -, tramite due telecamere da installare a ridosso della Biblioteca cantonale e - in uscita - all’incrocio tra le vie ai Monti e Vallemaggia. «Il gruppo di lavoro raccomanda al Municipio, durante la fase di sperimentazione, di non sanzionare e privilegiare una campagna di sensibilizzazione, oltre all’invio di una sola nota informativa al posto della multa». Più complicata la situazione della seconda arteria citata, via Cittadella. Mentre tutti i membri sono concordi sulla sua chiusura dalle 18.30 e per tutta la domenica, la discussione si è concentrata sulla modalità di chiusura del sabato. Ai favorevoli andrebbe bene tutto il giorno; mentre i contrari la vorrebbero al massimo dalle 18; dalle 10 o dalle 11 vale poi come proposta di compromesso. «Dovranno essere approfonditi il tema della stagionalità e la definizione delle modalità», si legge nella conclusione di questa parte.
Iniziative collaterali
Infine, si auspica una serie di iniziative di promozione come aperture straordinarie o giornate promozionali con parcheggio ex FART gratuito. «Il quartiere ha bisogno di evolvere», conclude Antognini. «Non può essere cristallizzato o trasformato in un museo. Questo processo, pur lungo, rappresenta un’opportunità di crescita».

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