Il caso

Un incontro in Ticino per parlare di «remigrazione»

Nel fine settimana, attivisti «identitari» provenienti da tutta Europa si sono riuniti in una valle del Locarnese «per rafforzare la rete europea e creare connessioni» – Presenti anche membri di Junge Tat
© Manuel Corchia (Junge Tat)/Instagram
Red. Online
27.10.2025 14:15

Il 1. agosto militanti di Junge Tat manifestavano in Piazza Riforma a Lugano. Lo scorso fine settimana i due leader, Tobias Lingg e Manuel Corchia, si sono ritrovati in Ticino – in un comune montano di una valle del Locarnese, precisa la RSI – insieme a decine di giovani del movimento di estrema destra cosiddetta identitaria per «rafforzare la rete Europea». L'incontro è stato ampiamente documentato sui social: «Questo fine settimana, attivisti "identitari" provenienti da tutta Europa si sono riuniti in Ticino, in Svizzera, per rafforzare la rete europea e creare connessioni», scrivono. «Nell'atmosfera svizzero-italiana, diversi gruppi hanno presentato il loro lavoro sul nostro obiettivo principale: la remigrazione. È stato un fine settimana di connessioni, apprendimento e costruzione del futuro dell'Europa».

La parola d’ordine, come detto, è «remigrazione», con l'obiettivo di preservare quella che definiscono «l’identità etnica e culturale del continente». Fino a qualche tempo fa il termine «remigrazione» veniva utilizzato per indicare il ritorno volontario di una persona migrante nel Paese di origine, oppure una seconda migrazione dopo un primo spostamento. Ma più recentemente è stata rilanciata da partiti e leader dell’estrema destra europea in riferimento all’idea di espellere con la forza tutte le persone straniere la cui presenza è ritenuta problematica. Un concetto caro, in Svizzera, anche al movimento Mass-Voll.

Tra i presenti, oltre ai due leader di Junge Tat, c'era l’attivista belga di estrema destra Dries Van Langenhove, condannato nel 2024 dal tribunale penale di Gand per aver violato le leggi contro il razzismo e la negazione dell’Olocausto. I fatti? Nel settembre 2018, sei nazionalisti del movimento giovanile identitario Schild & Vrieden – fondato dallo stesso Van Langenhove – si scambiavano messaggi di natura razzista e antisemita in chat. Si trattava di «scherzi» tra amici in «gruppi privati», era stata la posizione di Van Langenhove.

In Ticino, per l'incontro, sono arrivati giovani da Danimarca, Austria e Francia. 

June Tat, lo ricordiamo, oltre al 1. agosto scorso era balzato alle cronache in Ticino anche nell’ottobre 2023 per aver srotolato da Castelgrande a Bellinzona uno striscione con la scritta «Migrants go home!» e «Migranti a casa!». Il 17 maggio si è tenuto a Gallarate, in provincia di Varese, il Remigration Summit.  

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