Il caso

«Troppo potere e interessi, ora basta»: i calciatori vogliono le dimissioni di Infantino

Diversi nomi del panorama calcistico hanno pubblicato una dura presa di posizione per fare pressione sul numero uno della FIFA – «Abbiamo visto il gioco che amiamo allontanarsi dai suoi valori fondamentali, adesso è necessario un cambiamento»
© Teresa Suarez
Red. Online
25.08.2026 19:00

«Adesso basta», la misura è colma. Questa è l'impressione leggendo lo sfogo affidato ai social da alcuni grandi nomi del calcio internazionale. Al centro del polverone c'è ancora lui: Gianni Infantino, il presidente della FIFA, che in molti vorrebbero vedere dare le dimissioni. È proprio questo l'obiettivo della recentissima presa di posizione social messa in campo: fare pressione affinché Infantino abbandoni la carica di presidente della Federazione internazionale di calcio.

Un'estate di polemiche

Ma facciamo un passo indietro per capire cosa abbia portato a una presa di posizione così decisa. Il numero uno della FIFA era già finito a più riprese sotto i riflettori negli scorsi mesi, a cominciare dal Mondiale disputatosi in Stati Uniti, Canada e Messico, descritto come «il più politico di tutti i tempi» con i conseguenti malumori che si erano sollevati. A far discutere era stato lo stretto rapporto con il presidente americano Donald Trump riflessosi nel caso di Balogun. Il calciatore era stato espulso nella sfida contro la Bosnia per un pestone involontario sulla caviglia del difensore Tarik Muharemovic. Un'espulsione, di norma, vale una giornata di squalifica automatica, non impugnabile. La FIFA, però, aveva sospeso la sanzione per il calciatore statunitense appoggiandosi all'articolo 27 del proprio codice disciplinare. Risultato: Balogun ha disputato l'ottavo di finale contro il Belgio, a Seattle. Senza contare il progetto FIFA Forward Enterprise: una possibile apertura di capitale della FIFA a investitori esterni paventata a fine luglio. In pratica una cessione dei diritti commerciali del Mondiale a privati. Un'idea che, in un ambiente già attraversato da tensioni sul calendario internazionale e sul peso crescente dei capitali privati nello sport, ha prodotto reazioni durissime. Diverse confederazioni hanno espresso perplessità, in alcuni casi vera e propria opposizione, chiedendo chiarimenti e annunciando boicottaggi come l’UEFA. Il progetto era poi naufragato e il presidente della FIFA se ne era scusato. Ma non è finita qui. A inizio agosto su Infantino si è abbattuta una nuova bufera che riguardava un dossier apparentemente archiviato: la Superlega europea. Un bailamme continuo che ha finito per «indebolire terribilmente l'immagine della FIFA» agli occhi dell'opinione pubblica.

Dura presa di posizione

Torniamo a oggi. A far sentire la propria voce, come detto, sono stati attuali ed ex calciatori in una nota ampiamente diffusa sui social media. La richiesta? Le dimissioni di Infantino e un cambiamento netto ai vertici della FIFA. Un intervento descritto dal Guardian come «particolarmente significativo» dal momento che «alcuni di coloro che hanno diffuso la nota hanno svolto attività di ambasciatori per la FIFA nell'ambito del programma Leggende della FIFA». Tra questi anche l'ex difensore di Manchester United e Arsenal Mikaël Silvestre, il quale è anche membro del comitato che rappresenta la voce dei giocatori, istituito per supportare le iniziative contro il razzismo. Mikaël Silvestre su X ha pubblicato il duro sfogo. «Condividiamo esattamente le stesse preoccupazioni di milioni di fan in tutto il mondo, come loro abbiamo visto il gioco che amiamo allontanarsi dai suoi valori fondamentali sotto l'attuale leadership della FIFA», si legge nella nota. «Per troppo tempo abbiamo assistito a decisioni importanti prese senza consultare o tenere in considerazione i giocatori e senza alcun riguardo per i tifosi che sostengono questo sport. È necessario un cambiamento. Il potere ha offuscato la capacità dell'attuale dirigenza di distinguere tra i propri interessi e ciò che è meglio per il calcio. I recenti eventi hanno reso impossibile il silenzio. Basta così». Un post che è stato visualizzato oltre mezzo milione di volte. Tra gli altri che hanno condiviso la nota figurano anche il difensore britannico Lucy Bronze, l'ex portiere David James e il campione del mondo francese Emmanuel Petit. Ma al coro di proteste potrebbero presto unirsi altre voci influenti del mondo del calcio, viste anche le recenti polemiche elencate qui sopra.

Ridisegnare il futuro

Il gruppo di ex personalità del calcio ha quindi chiesto un impegno per «ridisegnare il futuro del nostro sport», riporta il quotidiano britannico. «Ci sono brave persone all'interno della FIFA che vogliono ricostruire la fiducia, ma una nuova era richiede un cambiamento strutturato: una voce reale e diretta per giocatori e tifosi su come viene gestito il calcio. Chi scende in campo e chi siede sugli spalti merita una voce autentica per contribuire a ridisegnare insieme il futuro del calcio», hanno chiosato. Infantino, da parte sua ha glissato sulle richieste di dimissioni, partecipando a un torneo giovanile nella Repubblica Dominicana, in quello che sembra un tentativo di appianare i rapporti con alcune delle federazioni calcistiche caraibiche minori, «dal cui sostegno potrebbe dipendere il suo destino».

«Non ha fatto nulla di male»

Una voce fuori dal coro è invece stata quella di un'altra leggenda del calcio l'ex attaccante di Real Madrid, Barcellona e Chelsea, Samuel Eto'o, ora presidente della federazione calcistica camerunese. «Non credo che Infantino abbia fatto nulla di male, non ha commesso alcun errore», ha dichiarato in un'intervista rilasciata alla CNN. Ma non solo. Ha anche chiesto che il discusso progetto FIFA Forward Enterprise venga rimesso sul tavolo se Infantino verrà rieletto il prossimo marzo. Secondo Eto'o, i fondi raccolti con questo progetto «ripristinerebbero gli equilibri di potere» nel calcio e servirebbero da garanzia per i Paesi africani, «che non perderebbero i loro migliori giocatori a favore di altre nazionali. Voglio che tutti i miei colleghi, tutti i presidenti, rileggano il progetto. Dopo la rielezione del presidente Infantino, avremo la forza di chiedere che questo lavoro venga rimesso sul tavolo per la discussione. Rimango convinto che, se ci sarà una votazione democratica, questo progetto verrà adottato perché è nell'interesse della maggioranza».

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