Bellinzona

«Non sprechiamo questa grande occasione: ne beneficeranno tutti»

Il comitato civico a favore della valorizzazione della Fortezza, al voto il 27 settembre, ha presentato i propri argomenti e risposto in parte ai punti sollevati dai referendisti - Dagli albergatori agli attori turistici, passando per i commercianti, ecco perché per il consesso «dobbiamo farci belli»
© CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
24.08.2026 15:30

Da una trentina, che alcune settimane fa hanno promosso l’iniziativa, a quasi 200 persone attive in diversi ambiti. Ma con a cuore la stessa cosa: la valorizzazione della Fortezza di Bellinzona. Si è presentato, oggi, il comitato civico che sostiene il progetto da 19 milioni di franchi in votazione domenica 27 settembre. Un’occasione unica, secondo il consesso, per permettere al tessuto economico della capitale di tenere il passo delle altre realtà svizzere. Tutti ne guadagneranno, in quanto si genereranno ricadute economiche non solo per il settore turistico, ma altresì per i commerci del centro storico. E poi, certo, pure a livello di visibilità dal punto di vista culturale e in senso lato ci saranno dei vantaggi, solo però se la Turrita potrà far «prosperare» il suo principale fiore all’occhiello, da oramai oltre 25 anni patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Dal nome al ticket

I referendisti non sono stati nominati, ma il riferimento al loro capofila (l’ex sindaco Brenno Martignoni Polti, anima del Noce) era evidente in alcuni interventi. «Facciamoci belli», questo il nome del comitato civico, non si è addentrato nei contenuti del messaggio approvato dal Legislativo il 9 marzo, ma ha posto l’attenzione da un lato su alcuni punti sollevati dai contrari e, dall’altro, soprattutto sulle opportunità date dal «rilancio» della Fortezza. «Abbiamo a cuore il futuro di Bellinzona. Non siamo interessati alle schermaglie politiche, ma alla conservazione di uno dei suoi beni più preziosi. Non si tratta di un voto né sul nome - ognuno potrà continuare a chiamarli castelli - né sulla privatizzazione oppure sul modello di gestione. Per stare al passo coi tempi occorre investire: non c'è un piano B. Solamente votando sì fra poco più di un mese sarà possibile valorizzare la Fortezza con il contributo della Confederazione, del Cantone e della Città», ha affermato il giornalista Tarcisio Bullo, moderatore della conferenza stampa andata in scena al Castelgrande. Per accedere alla cui corte interna, e alla galleria della Murata, dal 2029-2030 si dovrà pagare un biglietto: tutti tranne i residenti e le scolaresche. Il direttore dell’hotel Internazionale e membro di comitato di HotellerieSuisse Ticino Michele Santini vede di buon occhio il ticket: «Grazie a questo progetto si potrà creare una destinazione turistica attrattiva a livello nazionale. Al contempo si aumenterà il soggiorno medio, oggi fermo a 1,4 notti. Ma non saranno solo gli albergatori a beneficiarne, ma l’intera economia. E, infine, l’offerta museale e culturale consentirà di rendere interessante Bellinzona 365 giorni all’anno, anche durante la bassa stagione e quando piove».

Il potenziale della capitale

Gli hanno fatto eco due donne che credono fortemente nel potenziale della Turrita. Da una parte la commerciante Ilaria Accardi, titolare di una boutique nel centro storico, la quale ha osservato quanto sia importante collaborare tutti assieme per non lasciarsi sfuggire «questa grande occasione». Dall’altra Tania Frapolli, esercente della Ritroveria Tredici di Giubiasco e del ristorante-ostello di Curzutt: «Occorre dare ai cittadini e ai turisti dei motivi per visitare la capitale e la regione, in quanto generano ricadute economiche sul territorio. Non possiamo permetterci di dormire sugli allori». La «voce» culturale è stata portata dal regista ed attore Lorenzo Manetti. I castelli, la cinta muraria e la Murata sono un patrimonio che è parte della storia collettiva e del bagaglio di ricordi e aneddoti della vita di molti di noi: «Oggi questo patrimonio è salvo e lo possiamo valorizzare e rendere fruibile e comprensibile a tutti, turisti compresi, traendone un vantaggio per gli operatori attivi sul comprensorio». Ha in seguito preso la parola il direttore dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino Juri Clericetti, il quale ha sottolineato l’unicità della Fortezza (un sistema difensivo tra i meglio conservati in Europa) che «dobbiamo riuscire a mettere maggiormente in evidenza e a trasformare in una vera proposta distintiva. Il suo valore storico e culturale rappresenta infatti un elemento che ci differenzia rispetto ad altre destinazioni e che può essere ulteriormente amplificato attraverso una migliore promozione dei contenuti. Grazie alla valorizzazione si potrà raccontare questo bene in maniera più coinvolgente e contemporanea, mettendone in risalto la storia ed il fatto, appunto, che sia unico».

Fra polemiche e realtà

Hanno chiuso il cerchio gli interventi di due ex politici. Andrea Bersani, già sindaco di Giubiasco e vice di Bellinzona, ha osservato che si tratta dell’ennesima polemica in salsa bellinzonese: «Quelli che, allora, si facevano belli dicendo che bisognava aggregarsi per portare avanti dei progetti, ora si sono fatti brutti opponendosi alla valorizzazione della Fortezza, uno degli atout della capitale. Davvero non capisco come si possa mettere in discussione il sì del Legislativo». Infine il presidente dell’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli Ivan Ambrosini, già municipale del Borgo ed ex consigliere comunale della Turrita, ha rilevato come al tavolo in rappresentanza del comitato civico ci siano «veri attori dello sviluppo economico» del nostro territorio: imprenditori turistici, della ristorazione, del commercio, ma anche rappresentanti dell’arte e della cultura. Un segnale importante a favore di «questo investimento che sostengo appieno».

Chi sta alla finestra

Lo abbiamo scritto poco più di una settimana fa. E lo ha ribadito oggi il sindaco Mario Branda. La Confederazione, il Cantone e l’UNESCO guardano con viva attenzione all’esito della chiamata alle urne del 27 settembre. Perché c’è in gioco il loro finanziamento alla prima fase degli interventi volti alla valorizzazione della Fortezza di Bellinzona. Del totale di 19,1 milioni di franchi la quota a carico della Città sarà di 8 milioni (è previsto l’utilizzo di 3,5 milioni di contributi aggregativi). Lo stesso importo lo metterà il Cantone. Berna dovrebbe per contro partecipare con 2-4 milioni, mentre attraverso le fondazioni private si stima un contributo compreso fra i 400 mila franchi ed il milione.

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