Fortezza, referendum (praticamente) riuscito

Manca oramai solamente l’ufficialità, ma il referendum contro il credito di oltre 19 milioni di franchi per la valorizzazione della Fortezza di Bellinzona è praticamente riuscito, come appreso dal Corriere del Ticino. Nei prossimi giorni rientreranno i numerosi formulari e poi i promotori (con in prima fila Il Noce, il movimento fondato dall’ex sindaco Brenno Martignoni Polti) procederanno a contare le firme. Che saranno più delle 3.000 che devono essere raccolte entro lunedì prossimo, 11 maggio. Sottoscrizioni che verranno in seguito consegnate alla Cancelleria comunale.
Da quel momento il Municipio avrà tempo un mese per decretare o meno che il referendum sia effettivamente stato coronato da successo. La votazione popolare si terrà tra settembre e novembre. Quindi sarà una fine d’estate o un inizio d’autunno che vedrà la capitale al centro dell’attenzione mediatica del Ticino, con un dibattito che si preannuncia vivace e ricco di spunti.
I tre motivi sotto la lente
Il sì del Legislativo, con un’ampia maggioranza, era arrivato lo scorso 9 aprile. Secondo l’Esecutivo ed il plenum la Fortezza va rilanciata entro il 2030 con un’offerta espositiva e culturale accattivante. Due giorni dopo Il Noce aveva confermato il lancio del referendum.
Tre gli aspetti finiti sotto la lente. Uno: il nome, con i referendisti che chiedono che il patrimonio UNESCO di Bellinzona continui ad essere chiamato con la denominazione di castelli. Due: per chi sta raccogliendo le firme l’accesso alla corte interna del Castelgrande e alla galleria della Murata deve continuare ad essere gratuito; no, insomma, all’introduzione di un biglietto dal 2029-2030. Tre: pollice verso alla gestione del sito da parte di una fondazione; la governance, sostengono i referendisti, deve e dovrà essere anche in futuro pubblica.
Ora tocca al Gran Consiglio
Ricordiamo che pure il Gran Consiglio dovrà esprimersi sulla valorizzazione della Fortezza. Il Parlamento sarà chiamato a stanziare un credito di 8 milioni. Con ogni probabilità la discussione avrà luogo dopo le vacanze estive. Il sì appare scontato, ma c’è già chi - come il deputato bellinzonese UDC Tuto Rossi - ha già detto che mostrerà il pollice verso.










