Per gli albergatori se non si rilancia la Fortezza... son dolori

«È un’importante opportunità di sviluppo turistico, economico e commerciale destinata a generare ricadute positive per l’intera regione del Sopraceneri». HotellerieSuisse non ha dubbi su quanto sia rilevante il progetto di valorizzazione da oltre 19 milioni di franchi della Fortezza di Bellinzona per il settore e non solo. Progetto, ricordiamo, approvato dal Consiglio comunale il 9 marzo ma contro il quale Il Noce ha lanciato il referendum (vanno raccolte 3.000 firme entro l'11 maggio).
Gli interventi previsti, si sottolinea in una nota nella quale si difende altresì la denominazione di «Fortezza», permetteranno alla Città e alla regione di «rafforzare la propria attrattiva turistica, sia verso i mercati limitrofi sia verso quelli continentali e intercontinentali. Il progetto prevede la trasformazione dei castelli in luoghi aperti e accessibili a tutti, attraverso interventi mirati alla fruibilità dei camminamenti e la creazione di percorsi privi di barriere».
I tour operator
Detto del nome che, lo ribadiamo per completezza d'informazione, nella capitale non fa l'unanimità, HotellerieSuisse si china sull'altro aspetto che ha fatto molto discutere da quando il Municipio ha svelato, la scorsa fine di novembre, i contenuti del rilancio dei tre manieri. Stiamo ovviamente parlando del pagamento del biglietto per poter accedere alla corte interna del Castelgrande e alla galleria della Murata.
Secondo l'associazione degli albergatori sopracenerini l’introduzione del ticket (verosimilmente dal 2029-2030: la decisione spetta alla fondazione che gestirà il patrimonio UNESCO turrito) rappresenta «un elemento rilevante anche dal punto di vista turistico e commerciale. Per i tour operator, infatti, le attrazioni a pagamento costituiscono spesso un elemento di interesse, poiché permettono di integrare le offerte di visita anche attraverso sistemi di commissione legati alle attrazioni turistiche».
Più visitatori
HotellerieSuisse è convinta che l’aumento dei flussi turistici (dagli attuali 45 mila visitatori circa «paganti» all'anno ad oltre 100 mila, con il sogno di raggiungere i 200 mila) genererà ricadute positive per l’economia locale, «creando nuove opportunità per strutture ricettive e ristorative, per il commercio e per altri settori economici presenti e futuri. Questo progetto contribuirà a rafforzare il ruolo di Bellinzona nel panorama turistico cantonale», concludono il presidente Marcel Krähenmann ed il vice Michele Santini.
I costi del rilancio
Del totale di 19,1 milioni, la quota a carico della Città sarà pari a 8 (è previsto l’utilizzo di 3,5 milioni di contributi aggregativi). Lo stesso importo lo metterà il Cantone, di cui la metà (quindi 4 milioni) coperta da Swisslos. La Confederazione dovrebbe partecipare con 2-4 milioni, mentre attraverso le fondazioni private si stima un contributo compreso fra i 400 mila franchi ed il milione. La futura governance avverrà attraverso la Fondazione di gestione (Città, Cantone, Organizzazione turistica ed UNESCO). Il Consiglio sarà composto da 5-7 membri e verrà inoltre affiancato da tre commissioni formate da specialisti e tecnici.d







