ACB, ora però va segnato il gol vittoria

Carattere e resilienza. Dalla delusione per un’annata travagliata alle emozioni per quella che è destinata ad essere ricordata come la vittoria più sofferta nella storia recente dell’Associazione calcio Bellinzona (ACB). La «fine» sportiva del pluricentenario sodalizio dovrebbe essere scongiurata. Dopo settimane di sofferenza (senza la quale, ci insegna d’altronde Tolstoj, l’uomo non conoscerebbe i suoi limiti: figuriamoci i tifosi granata che ne hanno vissute e viste di tutti i colori negli ultimi tre lustri...) sembra davvero che la mentalità di squadra - che non c’è stata sul rettangolo da gioco - sia apparsa quasi miracolosamente al momento giusto.
La nuova avventura di Pablo
Quello più delicato. Fuori dal campo. Ognuno ha fatto la sua parte. Da un lato l’oramai (effimero) ex patron colombiano Juan Carlos Trujillo Velasquez che ha ceduto dopo nemmeno un anno il club al già giocatore Renato Sergi per un franco simbolico, ma lasciando in eredità debiti per oltre 1,6 milioni. E, dall’altro, l’ex numero uno Pablo Bentancur che - come abbiamo anticipato stamattina - ha «sbloccato» in giornata le azioni che deteneva. «Desidero aiutare la nuova proprietà liberando quello che è in mio possesso e con un accordo di collaborazione. Non voglio veder fallire l’ACB. E poi inizierò una nuova avventura con la terza squadra del Ticino», ci ha detto il manager peruviano. A quale compagine si riferisce? Taverne, Paradiso o Collina d’Oro? Lo sapremo presto.
Tra mosse ed udienze
Quello che è certo, ora, è che la mossa di don Pablo ha de facto dato via libera alla cordata locale capitanata da Renato Sergi. Ogni tessera del mosaico, per fortuna, è andata al posto giusto grazie alla regia dell’ex sindaco e presidente granata Brenno Martignoni Polti. A questo punto l’udienza di giovedì 18 giugno di fronte al pretore di Bellinzona Marco Ambrosini dovrebbe essere una pura formalità. Non possiamo esimerci dall’utilizzare, comunque, il condizionale, in quanto ora la palla è completamente nel campo dello stesso Sergi.
Dal campo alla scrivania
Classe 1995, ala sinistra, 91 presenze e 14 reti con l’ACB, dalla Seconda Lega regionale alla Prima Lega Promotion tra il 2014 ed il 2019, oggi è un uomo d’affari attivo nel settore immobiliare. È sempre rimasto legatissimo alla società turrita, tant’è che è lo sponsor principale del «rinato» Torneo pasquale Under 19. Ora ha deciso di fare il salto, con tutto il rispetto, nel calcio che conta. Il primo scalino - quello fondamentale per garantire la sopravvivenza del club - è dimostrare di essere in grado di farsi carico dei debiti. Da solo o con il contributo di persone che sono state finora nell’ombra, ad eccezione del presidente del Sion Christian Constantin che si è detto pronto a dare una mano.
Si passerà dal concordato?
Di questo ed altro Sergi e Bentancur hanno discusso oggi nel secondo incontro in meno di una settimana, dopo il faccia a faccia di sabato mattina a Melide. L’ex patron in pochi giorni ha dapprima pagato dei debiti pregressi (per poco meno di 4 mila franchi) ed ora ha ceduto le azioni. Ha tenuto fede alla parola data fin dall’inizio, ossia che avrebbe fatto il possibile per salvare i granata. Ora, come detto, tocca a Sergi non sprecare il prezioso assist e segnare il gol della vittoria più sofferta, come dicevamo all’inizio. In Pretura occorrerà convincere il giudice della solidità finanziaria della cordata.
Magari servirà passare dal concordato che, ricordiamo, è la via che permette a un debitore in difficoltà di evitare il fallimento ordinario, risanando la propria situazione o liquidando i beni in modo ordinato. Nella fattispecie non è affatto da escludere che si faccia un tentativo presso i creditori, chiedendo loro di avere (ancora) pazienza e promettendo un pagamento che avverrà, sì, ma dilazionato.
Estate di lavoro
Vedremo. Per Sergi e soci sarà un inizio d’estate con il fiato in gola. Anche perché bisogna costruire una squadra praticamente da zero, partendo dallo staff tecnico. In questo senso sarà utile potersi avvalere della collaborazione di Bentancur, che il calcio lo conosce a menadito, e che nella sua «scuderia» vanta giocatori che al Comunale non sfigurerebbero. Lo ha fatto in passato e, siamo sicuri, lo farà anche oggi. Con, chissà, 800 mila franchi in più in banca. Sono i soldi che ancora gli deve Trujillo per la cessione della società del giugno 2025; la vertenza prosegue in separata sede.







