Il caso

Cedere i «gioielli» di famiglia? Per ora no, ma la lista è pronta

Al momento Bellinzona non vuole fare come Lugano, tuttavia c’è già l’elenco delle proprietà che potrebbero venire «valorizzate» - Il Corriere del Ticino l’ha spulciato: magazzini comunali, polo biomedico in via Vela, clinica dentaria e biblioteca
I magazzini comunali, a due passi dal centro. © CdT/Chiara Zocchetti
Alan Del Don
02.01.2026 06:00

Non siamo ai livelli di Lugano. Ci mancherebbe altro. Noblesse oblige. Tuttavia anche Bellinzona ha i suoi «gioielli» di famiglia che, contrariamente alla città sul Ceresio, non intende però al momento alienare per rimpolpare le casse. L’elenco dei terreni, degli immobili amministrativi, dei beni patrimoniali e delle partecipazioni - come appreso dal Corriere del Ticino - si limita a 6 pagine in formato Pdf.

Sono state messe a disposizione dei consiglieri comunali in risposta all’interrogazione presentata da Ivano Beltraminelli e Brenno Grisetti (Lega-UDC). I quali chiedevano al Municipio se aveva valutato la possibile dismissione o cessione di alcune proprietà della capitale per ovviare al disavanzo di 9,2 milioni di franchi stimato per l’anno appena iniziato. Ora non se ne parla, ma l’eventuale lista, casomai, è pronta. L’abbiamo spulciata.

La maggior parte è «salva»

La maggior parte degli stabili, ossia il 71%, non è «valorizzabile» (qualora ciò fosse possibile dal punto di vista tecnico e pianificatorio) in quanto si tratta di beni amministrativi che accolgono servizi della Città o gli enti autonomi oppure sono monumenti protetti. «Le restanti proprietà (circa il 29%) potrebbero essere oggetto di una strategia di valorizzazione; tuttavia questo segmento di portafoglio immobiliare, composto spesso da edifici che da anni non ospitano più servizi comunali, ha una funzione rilevante per molte attività associative e culturali: la loro esistenza e il loro mantenimento sono la colonna portante di molte società e associazioni che animano i vari quartieri», specifica l’Esecutivo.

Che in merito agli immobili e ai terreni non ad uso pubblico sta prendendo in considerazione delle «possibili valorizzazioni, anche in collaborazioni pubblico-privato». L’Esecutivo turrito, ad esempio, sta lavorando attivamente alla promozione di insediamenti alberghieri, per cui ha identificato diversi sedimi idonei, facendo ora da tramite con gli investitori del settore nonché sviluppando il comparto congressuale.

Terreni per quasi 9 milioni

Iniziamo proprio dai fondi. Una trentina in tutto. Ce ne sono molti che non sono utilizzati a scopo pubblico. A livello di Piano regolatore sono inseriti prevalentemente in zona artigianale-industriale, per attività produttive e residenziale. Citiamo, in particolare, fra quelli di più alto valore, due terreni a Sementina in zona residenziale semiintensiva per un totale di 3.600 metri quadrati, un altro in città ed uno a Giubiasco sulla sponda sinistra del fiume Morobbia. Il valore a bilancio complessivo ammonta a 8,8 milioni.

Le sedi degli scout e vari stabili

Concentriamoci adesso sugli immobili amministrativi e patrimoniali. L’elenco suddiviso per quartieri è lunghissimo e, chiaramente, ve lo risparmiamo. Prendiamo in considerazione solo qualche esempio di bene che potrebbe essere valorizzato. Ebbene, nella Turrita troviamo lo stabile Ostini, quello Gaggini di via Dogana, in via Lavizzari, a Daro e quello alla Birreria a Carasso; i magazzini comunali in via Pietro da Marliano; l’asilo di Daro; la clinica dentaria e la biblioteca comunale; la caserma dei pompieri (che dal 2028-2029 sarà libera, visto il trasferimento nella futura sede di Sant’Antonino); la sede degli scout; il polo biomedico in via Vela; la serra comunale; la scuola elementare e dell’infanzia in via Motta; e l’autosilo Cervia.

A Giubiasco figurano lo stabile 1814 e quello amministrativo B in piazza Grande, i depositi in zona Baragge, in via Industrie e della Bosciorina. Segnaliamo inoltre lo stand di tiro a Gnosca, la sede degli scout di Claro, il deposito al campo militare di Gorduno, lo stabile amministrativo di Moleno, lo stabile A della scuola elementare e gli scout di Sementina.

Partecipazioni in due società

La tabella delle partecipazioni della Città non presenta novità eccezionali rispetto a quanto già noto. E comprende i mandati di prestazione dei cinque enti autonomi (Teatro, Musei, Sport, Carasc ed AMB). Le società anonime nelle quali Bellinzona vanta delle partecipazioni sono due. La prima è la Autosilo Piazza del Sole SA (mezzo milione, per una percentuale del 25%), mentre la seconda è la Centro sci nordico Campra SA (45 mila franchi, la percentuale è pari al 2,25%). L’ultimo risultato d’esercizio, quello del 2023, fa stato - rispettivamente - di un avanzo di 228 mila franchi e di un deficit di 63 mila.

I quattro assi strategici

La strategia immobiliare di Bellinzona si basa su quattro assi strategici. Il primo riguarda l’ottimizzazione degli spazi dei beni amministrativi occupati dalla Città e dai cinque enti autonomi. Secondariamente si punta a minimizzare i costi di gestione dei beni utilizzati da enti ed associazioni. Il terzo punto concerne, per contro, l’ottimizzazione della gestione e «l’orientamento moderato al mercato delle pigioni» relativamente ai beni e alle superfici ad uso commerciale. Infine, per gli immobili e i terreni non ad uso pubblico, sono in corso delle valutazioni per delle possibili valorizzazioni.

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