Il capitale per diventare Capitale

«Il budget lordo di 10,5 milioni, che tiene in considerazione un arco temporale di quattro anni (e non limitato al solo 2030), appare realistico, sia per quanto riguarda le uscite sia per quanto riguarda le entrate. E ciò tenuto conto anche di quanto ipotizzato da La Chaux-de-Fonds ('Capitale della cultura' nel 2027) e sulla base di esperienze di grandi eventi organizzati direttamente e indirettamente dalla Città».
Aiuti pubblici e privati
Il Municipio di Bellinzona fa chiarezza sull'investimento stimato per la candidatura della Turrita a «Capitale svizzera della cultura» per il 2030. L'importo netto a carico del Comune, spalmato sul quadriennio, ammonta a 1,3 milioni di franchi. Il resto è coperto da aiuti pubblici e privati. Secondo l'Esecutivo si tratta di «un onere sostenibile» per la casse turrite, considerando che in un anno per la cultura si mettono sul piatto circa 7 milioni.
Creare un ecosistema
Bellinzona deve vincere la concorrenza di Lugano (in corsa con Mendrisio e Locarno) e di Thun ed Aarau. La decisione verrà presa in giugno. Sempre rispondendo all'interpellanza di Maura Mossi-Nembrini (Avanti con Ticino&Lavoro-Più Donne-Il Noce), il Municipio considera la candidatura «una bella opportunità che rientra nel solco dell’aggregazione del 2017 per permettere alla cultura cittadina di riconoscersi in un progetto strategico di ampio respiro». Creare un ecosistema culturale orientato al futuro, insomma, è «un investimento più che sostenibile in grado di innescare un circolo virtuoso, non solo culturale ma anche economico e turistico».
Sotto la lente
L'Esecutivo si china infine sul progetto di valorizzazione da almeno 19 milioni della Fortezza che passerà al vaglio del Legislativo il 9 marzo prossimo. Il messaggio sta ottenendo lodi, certo, ma non mancano le critiche. In particolare - come ampiamente prevedibile - fa storcere il naso l'intenzione di far pagare dal 2029 un biglietto per accedere alla corte interna del Castelgrande e alla galleria della Murata. Il consesso guidato dal sindaco Mario Branda ricorda che questa idea «risponde a logiche di opportunità e necessità di sostenibilità finanziaria della gestione».
Quei turisti... persi
Con la situazione attuale vanno persi potenzialmente 900 mila franchi. Derivanti, ovviamente, soprattutto, dai turisti che ogni anno ammirano i «gioielli» della Turrita. Attualmente i visitatori paganti si aggirano sui 40 mila, ma purtroppo resta scoperta una grandissima fetta (circa il 74%) che per un motivo o per l'altro non paga. In Svizzera, ad eccezione dei paesaggi, il patrimonio UNESCO è tutto a pagamento. Tranne, finora, appunto, i castelli e la Murata.












