Fortezza, ma chi dovrà pagare il ticket? Almeno l'80% dei visitatori

«Gli interventi previsti sono intesi a fare della Fortezza non solo un fattore determinante per la visita o il pernottamento a Bellinzona, ma anche per la scelta stessa del turista di venire in Ticino». I castelli come una calamita per il nostro cantone, di cui sono certamente uno dei fiori all’occhiello essendo un bene UNESCO.
Questione divisiva
Tanta robba, dicono quelli della generazione Z. Dalla presentazione delle prime due fasi del progetto da oltre 19 milioni di franchi volto alla valorizzazione del patrimonio medievale turrito, il focus è stato posto soprattutto sulla volontà di far pagare dal 2029-2030 un biglietto per poter accedere alla corte interna del Castelgrande e alla galleria della Murata, più che sul miglioramento dell’offerta espositiva. Inevitabile. Per giorni è stato il tema più dibattuto nei bar della capitale e sui social. Il popolo del Web si è diviso. Dietro la decisione della Città e del Cantone c’è un ragionamento ben ponderato che andremo a sviscerare nei prossimi paragrafi.
Tra lacune e «furbetti»
In media, ogni anno, la Fortezza è visitata da poco più di 40 mila persone per un incasso complessivo pari a 300 mila franchi. «L’evoluzione dei visitatori e degli incassi - con l’eccezione positiva del 2021 (oltre 56 mila paganti, ma quello fu un anno probabilmente irripetibile per il turismo ticinese; n.d.r.) mostra un trend di solido miglioramento, sia con riferimento al numero di visitatori che alle nuove strutture di prezzo proposte che spingono sempre più visitatori ad acquistare il “pass” di accesso all’intero percorso» del complesso difensivo.
Aprire il borsellino
Ma, afferma il Municipio, nonostante gli accorgimenti introdotti è tuttora «difficile stabilire con precisione il numero effettivo» di coloro che arrivano a Bellinzona per ammirare le sue «perle» più luccicanti. Al di là degli spazi che oggi si possono visitare gratuitamente (le corti dei manieri, le mura e la Murata), il problema è che molto spesso vi è chi accede liberamente pure là dove servirebbe aprire il borsellino (Torre Nera e Torre Bianca a Castelgrande) in quanto mancano i controlli: «Gli ingressi conteggiati sono quindi principalmente quelli relativi ai musei (a Castelgrande e a Montebello) e alle mostre temporanee».

Si sogna grazie ad AlpTransit
Fatti due calcoli, ecco che almeno il 75% dei visitatori si limita a lustrarsi gli occhi nelle aree gratuite della Fortezza. Stimando più di 120 mila visitatori, significa in «soldoni» che annualmente si perdono 900 mila franchi. È interessante focalizzarci ora sulla provenienza delle persone che vanno ai fortilizi. L’apertura della galleria di base AlpTransit ed il post-pandemia hanno confermato l’aumento dei confederati. Nel 2022, ultimo dato accertato disponibile, i turisti svizzeri rappresentavano il 46% del totale.
E gli altri? Quelli europei il 22%, quelli ticinesi il 20% e quelli dal resto del mondo il 12%. Togliendo i visitatori bellinzonesi e del nostro cantone (che dovrebbero beneficiare di agevolazioni), vuol pertanto dire che otto visitatori su dieci in futuro dovranno pagare il ticket di 10-20 franchi anche solo per accedere alla corte interna del Castelgrande e alla galleria della Murata.
Il rilancio ed il business plan
Il rilancio e la storia del sito permetteranno di «richiamare un pubblico diversificato. Come esempio di importanza internazionale, la Fortezza ha il potenziale per attirare un importante pubblico dall’estero. Tuttavia, per cogliere interamente il valore aggiunto, vanno definite in modo chiaro (e strategico) le aree soggette a pagamento del biglietto», precisa l’Esecutivo. Che mira a raggiungere tra i 100 mila e i 200 mila visitatori paganti. L’evoluzione prevista degli incassi è la seguente (solo biglietti d’ingresso): 792 mila franchi (primo anno dopo il rilancio); 978 mila (2. anno); 1,2 milioni (3. anno); e 1,4 milioni (4. anno).
La fiaccolata UNESCO
Per degnamente sottolineare i 25 anni dall’inserimento della Fortezza di Bellinzona nell’elenco del patrimonio mondiale, oggi (sabato 29 novembre) il Club per l’UNESCO Ticino organizza una fiaccolata commemorativa. Il ritrovo è fissato alle 17 nella corte del Castelgrande (a Palazzo Civico in caso di brutto tempo).
Vi saranno gli interventi delle autorità e l’esibizione del Gruppo Corni d’Or. Era il 30 novembre 2000 quando a Cairns - città australiana ritenuta la porta d’accesso alla Grande barriera corallina - i castelli, la Murata e la cinta muraria ottennero il prestigioso riconoscimento dopo un meticoloso (e non facile) lavoro di preparazione.









