Bellinzona

Negozi chiusi? «Non è colpa degli affitti»

Secondo alcuni proprietari degli immobili vuoti a Bellinzona le pigioni «non sono ritenute la causa principale delle difficoltà» – Il Municipio intende adottare una strategia di rilancio attraverso un approccio integrato con interventi in primis urbanistici – Intanto aprono due commerci: Pâtis e Chicorée
Il Palazzo Resinelli. © CdT/Gabriele Putzu
Alan Del Don
12.05.2026 06:00

«I livelli delle pigioni non sono stati giudicati fuori mercato e non emergono come la causa principale delle difficoltà. Piuttosto si rileva che alcune tipologie di commercio, caratterizzate da margini molto ridotti, faticano strutturalmente a essere sostenibili in spazi di grandi dimensioni e in una via con queste caratteristiche». Sì, si torna a parlare del viale Stazione a Bellinzona. Che dall’inizio dell’anno ha «perso» tre negozi (Prinzess, Benetton ed «Al Pino outdoor»come anticipato dal CdT nelle scorse settimane), ma presto ne «riavrà» due (Pâtis, aperto da una decina di giorni al posto di Prinzess, e Chicorée che entrerà negli spazi lasciati liberi dall’azienda di abbigliamento italiana).

Il Municipio ha incaricato il Servizio sviluppo economico di svolgere un’indagine per capire, uno, le ragioni che hanno portato alcuni commercianti ad abbassare la saracinesca e, due, per instaurare un dialogo con dei proprietari degli immobili. Ebbene, è emerso che «le leve principali non sono esclusivamente di natura economica. Un’azione efficace richiederà un approccio integrato, che combini mediazione pubblica, iniziative di valorizzazione temporanea e un lavoro più ampio sull’attrattiva complessiva dell’area e sull’immagine» della capitale quale luogo adatto «anche a insediamenti commerciali qualificati», sottolinea l’Esecutivo nella risposta all’interrogazione di Giovanna Pedroni (Il Centro).

«Attrattore turistico»

Negli ultimi anni, vi ricorderete sicuramente, la politica turrita non è rimasta a guardare. Sono stati inoltrati degli atti parlamentari, alcuni ancora pendenti (come la mozione del capogruppo PLR Andrea Cereda), che hanno chiesto o auspicano la riqualifica della parte alta del viale Stazione. Un appello, va detto, condiviso dagli stessi commercianti e dagli esercenti. Il processo di «sviluppo e ‘rivitalizzazione’», come lo definisce il Municipio, va stimolato intervenendo innanzitutto sul piano urbanistico «con una ridefinizione delle componenti paesaggistiche e funzionali (asse stradale, marciapiede, alberatura, elementi decorativi, eccetera) e, in generale, del disegno stesso del viale della Stazione». In secondo luogo occorre agire «sul potenziale cittadino quale attrattore turistico così da affiancare all’aumento della popolazione registrato nel corso degli ultimi 7-8 anni, anche un accresciuto interesse per i visitatori che scelgono il nostro Cantone quale meta turistica». A questo proposito l’Esecutivo cita la candidatura a «Capitale culturale svizzera» per il 2030 che va a rafforzare la componente qualitativa dell’offerta e la valorizzazione della Fortezza «intesa a moltiplicare» i visitatori (da 45 mila ad almeno 100 mila).

Si cercano progetti seri

L’attenzione del Servizio sviluppo economico è stata riposta inizialmente su tre immobili: l’ex filiale del Credit Suisse chiusa nel novembre 2024; il Palazzo Resinelli; ed il Centro al Castello. Degli interessati ci sono - studi medici polispecialistici e dentistici, bar ed istituti di bellezza -, ma per quanto riguarda il Palazzo Resinelli (bene culturale tutelato d’interesse cantonale che vanta pure l’arco e una lunga scalinata) bisogna tener conto dei vincoli di protezione. Resiste altresì la percezione, difficile da cambiare, della Turrita come città amministrativa e non come destinazione commerciale. «Per quanto riguarda le formule di affitto agevolato, gli amministratori hanno espresso una chiara disponibilità alla negoziazione. In un caso specifico è stata persino ipotizzata la concessione di 3-6 mesi di locazione gratuita a fronte di un progetto serio e strutturato», puntualizza il Municipio. Escluse, invece, delle soluzioni temporanee - per quanto concerne gli immobili citati - come esposizioni e/o vetrine culturali, alla stregua di quanto fatto ad esempio dalla Società dei commercianti. Un modello che stando all’Esecutivo, invece, «potrebbe essere ulteriormente promosso e incentivato». Palazzo Civico conclude la risposta all’interrogazione ribadendo che il sindaco Mario Branda e i colleghi stanno svolgendo riflessioni interne che «si fondano sulla volontà di rafforzare un approccio multidisciplinare orientato non solo alle difficoltà della parte alta di viale Stazione, ma della realtà commerciale cittadina più in generale».

Correlati
Giù un'altra serranda: chiude Benetton
Bellinzona: ennesima chiusura di un negozio nel centro storico, lungo il viale Stazione - L'attività cesserà a fine febbraio dopo tre decenni - La titolare andrà in pensione, le due commesse stanno cercando un'alternativa
«Il viale Stazione merita dignità e decoro»
Bellinzona, a due anni dalla mozione respinta per soli due voti il PLR torna alla carica chiedendo la sistemazione della parte alta del «boulevard» e di piazza Collegiata - Si auspica un concorso di architettura: tetto massimo 400 mila franchi
Il viale Stazione presto sotto i ferri: voi come lo vorreste?
Bellinzona: il progetto deve ancora essere definito, tuttavia il Municipio non intende tergiversare sulla riqualifica della parte alta del boulevard, considerando altresì le richieste dei commercianti e il futuro quartiere alle Officine - «La porta di accesso da nord al centro storico si trova in pessime condizioni: bisogna intervenire»
Quella gemma sarà ancora più preziosa
Ristrutturazione e valorizzazione per lo storico Palazzo Resinelli di Bellinzona - Le facciate verranno riportate agli antichi splendori - Nel nuovo edificio anche appartamenti e spazi amministrativi