Società

Ecco chi ci ha lasciato nel 2025: i morti eccellenti

Gli ultimi dodici mesi sono stati per le celebrità abbastanza «fortunati»: sono morte molte persone anziane, in certi casi anche malate da anni, ma gli incidenti o altri problemi capitati ai più giovani sono stati relativamente rari
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Stefano Olivari
31.12.2025 18:00

Chi sono stati i morti più famosi del 2025? Una curiosità e una domanda brutali, ma sempre meno brutali della vita reale. E poi a dirla tutta gli ultimi dodici mesi sono stati per le celebrità abbastanza fortunati: sono morte molte persone anziane, in certi casi anche malate da anni, ma gli incidenti o altri problemi capitati ai più giovani sono stati relativamente rari.

Addio a Papa Francesco

L’espressione «a ogni morte di Papa» ha un senso visto che eventi di questo tipo segnano un’epoca a livello globale, non soltanto per chi è cattolico. Il 21 aprile Papa Francesco è scomparso, a 88 anni, chiudendo un pontificato iniziato il 13 marzo 2013 e con tante caratteristiche uniche: Bergoglio è stato infatti il primo Papa proveniente dal continente americano, il primo gesuita, il primo a chiamarsi Francesco, il primo Papa dell’era moderna a coesistere insieme al suo predecessore (e in assoluto il primo a farlo in maniera pacifica), il primo a riformare la gestione finanziaria del Vaticano dopo secoli. Come tutti i papi ha avuto posizioni politiche che a seconda dell’argomento sono sembrate progressiste o conservatrici, ma in ogni caso Francesco è stato una figura di enorme impatto nell’immaginario collettivo, per certi versi più amato dai laici che dai religiosi. Impossibile in ogni caso non considerarlo la scomparsa più importante del 2025.

Il cinema

Le morti eccellenti fra gli attori sono state in linea con la tendenza del 2025: nessun vero imprevisto, ma tante situazioni generate da malattie ed età. Il 16 gennaio se ne è andato David Lynch, a 79 anni, per problemi respiratori. Il 26 febbraio ci ha lasciato Gene Hackman, alla bella età di 95 anni ma in circostanze abbastanza tristi: il cadavere è stato trovato insieme a quello della moglie (secondo l’autopsia morta una settimana prima di lui) nella loro casa di Santa Fe, dove vivevano isolati dal resto del mondo, a causa anche dell’Alzheimer di Hackman. Il 29 marzo, a 91 anni, è invece scomparso Richard Chamberlain, emblema dell’età dell’oro della tivù generalista, per l’eternità dottor Kildare e/o padre Ralph di Uccelli di rovo. Il 16 settembre, a 89 anni, a dare l’addio è stato Robert Redford, icona mondiale dell’America liberal e protagonista di un numero assurdo di film che conoscono tutti, ma davvero tutti, gli esseri umani. Il 23 settembre, a 87 anni, la morte di Claudia Cardinale, l’attrice simbolo dell’età dell’oro del cinema italiano, mentre l’11 ottobre è stata la volta di Diane Keaton, a 79 anni, causa polmonite, capace come attrice, regista e anche produttrice di smarcarsi dall’ombra di Woody Allen. Il 14 dicembre la morte di Rob Reiner, regista di Harry ti presento Sally: aveva 78 anni, ma la sua scomparsa, e quella di sua moglie, sono state causate da coltellate inferte non si sa ancora da chi, anche se ci sono fondati sospetti. Al confronto dei personaggi appena citati sono sembrati quasi bambini Michael Madsen, attore preferito di Quentin Tarantino, scomparso a 68 anni il 3 luglio, e Val Kilmer morto a 65 anni, l’1 aprile, dopo un decennio di battaglia contro il cancro: commovente la sua ultima interpretazione, già devastato dalla malattia ma ancora nella parte di Iceman, in Top Gun: Maverick. Per il cinema gli addii del 2025 sono stati chiusi il 28 dicembre da Brigitte Bardot, carismatica icona della Francia e degli animalisti, che a 91 anni se ne è andata dopo avere vissuto sempre a modo suo. Non saranno state stelle mondiali, ma in Italia e in Canton Ticino il 2025 è stato segnato anche dalla morte di Eleonora Giorgi, a 72 anni e dopo una lunga malattia, e Nadia Cassini, a 76, oltre che di Alvaro Vitali, 75: la grande epoca del cinema di genere li aveva comunque già resi eterni.

Lo sport

Gli sportivi, o ex, di valore assoluto deceduti nel 2025 sono stati relativamente pochi. Fra chi se ne è andato in maniera inaspettata il più famoso è stato Diogo Jota: l’attaccante del Liverpool e della nazionale portoghese è morto a 28 anni, il 3 luglio, a causa di un incidente stradale. Il 21 marzo addio a George Foreman, per sempre legato al suo grande avversario Muhammad Alì e a quella notte di Kinshasa nel 1974: quello che è stato uno dei più grandi pesi massimi di sempre ha lasciato questa terra dopo avere avuto successo in più attività. Grande emozione collettiva anche per la scomparsa di Hulk Hogan, il wrestler più popolare di tutti i tempi, scomparsa avvenuta il 24 luglio a 71 anni. A 92 è invece morto Nicola Pietrangeli, due volte trionfatore al Roland Garros, simbolo del tennis italiano prima di Panatta e Sinner, mentre fra i grandi ex del calcio il più forte fra chi se ne è andato nel 2025 è senza dubbio Denis Law: lo scozzese Pallone d’Oro del 1964, che ha legato i suoi momenti migliori al Manchester United, è morto a 85 anni. A 90 l’addio di Fabio Cudicini, per sempre «Il ragno nero», portiere del Milan campione d’Europa nel 1969. Non era un’icona mondiale, Cudicini, ma in Italia e in Canton Ticino la sua scomparsa è stata molto sentita, così come quella di due giornalisti sportivi del calibro di Rino Tommasi, riferimento di tutti gli appassionati di boxe e tennis, a 91 anni, e di Bruno Pizzul, per quasi vent’anni telecronista dell’Italia del calcio, a 87.

La musica

91 anni di età e 70 di carriera per Ornella Vanoni, che ha salutato dopo una vita piena di successi incredibili e di ironia. La cantante milanese non si è certo risparmiata, facendo concerti fino alla fine, mentre paradossalmente è stato più tranquillo uno come Ozzy Osbourne, leggenda dell’heavy metal con i Black Sabbath e come solista, morto a 76 anni. Altro peso massimo era Brian Wilson, fondatore e autore dei Beach Boys, scomparso a 83 anni, mentre icona generazionale è senz’altro stata Marianne Faithfull, nella Swinging London dominata da lei e da Mick Jagger, morta a 79 anni. Se il reggae è conosciuto nel mondo lo si deve anche a Jimmy Cliff, scomparso a 81 anni. Gli appassionati di Sanremo hanno pianto la scomparsa del maestro Peppe Vessicchio, a 69 anni, oltre che ovviamente quella di Pippo Baudo: il più grande presentatore nella storia della televisione italiana, protagonista di 13 Festival di Sanremo (il primo nel 1968, l’ultimo nel 2008) e di innumerevoli trasmissioni seguitissime anche in Ticino, da Domenica In a Fantastico, ci ha lasciato a 89 anni.

Armani e gli altri

Tutto il mondo ha parlato della morte di Giorgio Armani, a 91 anni (lo stilista è morto il 4 settembre) e di un altro grande vecchio (96) come l’architetto Frank Gehry, e il cordoglio è stato universale anche per l’etologa Jane Goodall (91). Più divisivo l’ex vicepresidente statunitense (sotto Bush junior) Dick Cheney, morto a 84 anni, mentre prematura, causa cancro, è stata la scomparsa di Sophie Kinsella a 56. Internazionale anche la dimensione del fotografo Oliviero Toscani, deceduto a 83 anni, mentre più concentrato in Italia e dintorni è stato il lutto per i pur grandi Emilio Fede e Giorgio Forattini, scomparsi a 94 anni, a confermare una tendenza che non cancella il dolore ma lo fa sembrare inevitabile, per non dire accettabile.