Accuse e denunce ventilate: che clima attorno alla Fortezza

Reciproche minacce di denunce penali per presunti reati contro l’onore. Accuse incrociate. Toni, a volte, eccessivi. E - al momento - dibattito pressoché nullo sui contenuti. A Bellinzona il clima è decisamente «rovente» in vista della votazione di domenica 27 settembre sul progetto da 19 milioni di franchi per la valorizzazione della Fortezza. I social hanno oramai preso il posto dell’agorà dell’antica Grecia e, in special modo su Facebook, negli ultimi giorni vi sono stati dei botta e risposta sopra le righe (per usare un eufemismo) tra esponenti dei due schieramenti. Ovvero, da una parte, i referendisti e i loro sostenitori e, dall’altra, alcuni membri del comitato civico a favore del rilancio dei manieri come auspicato dal Municipio e dalla maggioranza del Legislativo.
Avvisaglie e schermaglie
Come si temeva («La gogna lasciamola al Medioevo», titolavamo lo scorso 3 luglio l’editoriale in prima pagina) la cortissima campagna che porterà all’importante chiamata alle urne risulterà assai accesa. Le prime avvisaglie, d’altronde, le si erano avute durante la raccolta firme per il referendum lanciato dal Noce e da altri schieramenti. Poi, nelle scorse settimane, le prime timide schermaglie, come riferito dal nostro giornale il 17 agosto.
Ed ora si prospetta un climax ascendente (o discendente, fate voi). Da quello che ci risulta, infatti, gli animi sono destinati a surriscaldarsi ulteriormente. Manca meno di un mese alla votazione, indubbiamente una delle più sentite negli ultimi 30 anni della Città. Ai livelli di quella del 2001 sulla vendita dell’allora Azienda elettrica comunale.
Il 3 settembre voce al Noce
C’è chi, con ironia, come l’ex municipale Filippo Gianoni, ha paragonato il comitato civico in difesa della Fortezza alle Sturmtruppen dell’omonimo fumetto disegnato da Bonvi. Mentre il granconsigliere Tuto Rossi, a fianco dei referendisti fin dal primo giorno, ha parlato degli «apostoli del SÌ» aggiungendo poi altre considerazioni che non riprenderemo. Idem per i commenti di alcuni utenti online. Tarcisio Bullo (membro del comitato civico) ha cercato di riportare un po’ d’ordine, prendendosela con chi cerca di calare «lezioncine» su come viene utilizzato il denaro pubblico.
Intanto dovrebbe presto uscire allo scoperto un altro comitato - stavolta politico - a sostegno del messaggio. Mentre i referendisti ribadiranno le loro argomentazioni di fronte alla stampa il 3 settembre.









