«Così si rischia di fare un danno, altro che salvare i castelli...»

Il destino, chissà, ha voluto che l’assemblea di stasera del PLR di Bellinzona cadesse proprio nel giorno in cui una delegazione della giuria dell’associazione «Capitale culturale svizzera» visitasse la Turrita. L’incontro con il Municipio si è svolto al teatro Sociale alla presenza, tra gli altri, dell’ex Miss Svizzera Christa Rigozzi e dei sovrani del Rabadan. I liberali radicali sostengono in modo convinto la candidatura della Città, in corsa con Lugano, Aarau e Thun per potersi fregiare nel 2030 del prestigioso riconoscimento. Non solo, uno dei suoi tre municipali (Renato Bison) sta portando avanti il dossier quale capodicastero Cultura.
Quel pregiato atout
E fra gli atout contenuti nel dossier presentato da Palazzo Civico c’è la valorizzazione della Fortezza, che dovrebbe appunto concretizzarsi entro quattro anni. Ma che, come sappiamo, deve far fronte al referendum lanciato dal Noce contro il credito di oltre 19 milioni approvato dal Legislativo il 9 marzo. Dalla sala non è dunque mancata qualche frecciatina nei confronti di chi sta raccogliendo le firme. Si è difeso un progetto ritenuto «fondamentale» per lo sviluppo socioeconomico di Bellinzona e dell’agglomerato e per l’indotto che genererà per l’economia locale.
Parola ai municipali
«Spesso, soprattutto quando viene a mancare un servizio oppure vi sono dei ritardi con un progetto, si sente dire: ‘Ma è stato promesso con l’aggregazione’. Quasi dieci anni fa, tuttavia, la realtà era un’altra. A volte si chiede al Municipio di risparmiare e poi, però, si pretende di più. Bisogna avere coraggio e pensare fuori dagli schemi. Ad esempio non si è ancora trovato il modo di animare la città, di renderla attrattiva e fiorente», ha osservato la presidente Silvia Gada, alla testa della sezione da tre anni, di fronte ad una sessantina di persone. Hanno in seguito preso la parola i municipali, i quali hanno tratto un bilancio al giro di boa della legislatura.
Le corna delle vacche
Il vicesindaco Fabio Käppeli ha puntualizzato che «nella discussione in Consiglio comunale c’è chi ha detto che la denominazione di Fortezza è bella perché è femminile e chi, per contro, ha sostenuto che è evocativa di qualcosa di bellico. Ma questa è. È ciò che ci hanno indicato gli esperti e gli storici. Il referendum è uno strumento legittimo, ci mancherebbe. In Svizzera abbiamo votato pure sulle corna delle vacche… Mi fa un po’ 'incavolare' perché, facendo credere di poter cambiare aspetti marginali (nome in primis), il risultato è di fare un danno, non di salvare i castelli. Un danno a Bellinzona e al Ticino intero. Si farebbe un passo indietro di 5-10 anni perdendo un lavoro durato più di due lustri».
«Anche a me piace ancora chiamarli castelli, ma con la valorizzazione si offre finalmente qualcosa in più. Non buttiamo a mare il progetto perché il marchio non fa l’unanimità», ha rilevato il consigliere nazionale Simone Gianini, già vicesindaco della Turrita.
Fra scuole e Greina
Dal canto suo Renato Bison si è chinato, come preannunciato, sulle prospettive legate alla candidatura a Capitale culturale: «Abbiamo avuto un ottimo riscontro, giocando tutte le carte che avevamo tra le mani. Chiaro, qualora la scelta dovesse cadere su Bellinzona ci sarebbe ancora tanto lavoro da fare». Ha poi accennato ai temi sociali e alla ristrutturazione, prevista nei prossimi anni, di alcune scuole.
Infine Vito Lo Russo, capodicastero Anziani e ambiente, eletto nel 2024, il quale si è soffermato sull’integrazione della casa anziani Greina nel futuro ente autonomo (i relativi messaggi passeranno al vaglio del plenum nelle prossime settimane) ed ha fornito alcune anticipazioni sul progetto dei nuovi magazzini comunali «che lì dove sono non possono più stare». E il Legislativo? Il capogruppo Andrea Cereda si è soffermato sulle finanze: «Il deficit del 2025 si è ridotto».
Riconferma e sogno?
Inevitabile, in conclusione, affrontare il capitolo elezioni. Perché se - in ordine cronologico - le prime ad arrivare fra poco più di dodici mesi saranno quelle Cantonali seguite a stretto giro di posta dalle Federali, l’attenzione della sezione è già rivolta all’appuntamento delle Comunali del 23 aprile 2028. I tre municipali uscenti, come abbiamo riferito lo scorso 13 gennaio, sono intenzionati a ricandidarsi.
La riconferma degli scranni a Palazzo Civico, tuttavia, è il minimo sindacale (concedeteci la battuta) per un partito che nel Bellinzonese è una vera e propria corazzata. I liberali radicali puntano al colpaccio, ovvero riconquistare la poltrona di sindaco persa nel 2006. Ma per farlo devono sperare che... Mario Branda non si ripresenti; l’attuale timoniere socialista, in carica dal 2012, scioglierà le riserve solo nei prossimi mesi, come ci ha confidato nell’intervista del 9 gennaio.
La «vetrina» del Parlamento
Le Cantonali, dicevamo. L’obiettivo è difendere i due seggi PLR «turriti» in Gran Consiglio (occupati da Patrick Rusconi e Tiziano Zanetti, entrambi pure consiglieri comunali) e presentare una rosa di altri dieci papabili all’altezza. Tutti nomi dai quali, poi, estrapolare chi figurerà sulle liste per il Municipio ed il Legislativo nel 2028.
In attesa di svelare le proprie mosse e conoscere quelle dei «rivali», è stato rinforzato il comitato nominando Dila Zanetti quale vicepresidente (carica che ricopriva ad interim già da mesi). Classe 1981, professionalmente attivo all’Ente ospedaliero cantonale, è consigliere comunale da due anni e siede nella Commissione della legislazione.










