Newsletter

L'aperitivo digitale del 25 gennaio 2022

L'incendio ad Avegno, Cerutti senza dicastero, Berset che non sapeva nulla: ecco le notizie che potresti esserti perso su CdT.ch
©KEYSTONE / ANTHONY ANEX
Marcello Pelizzari
25.01.2023 18:00

Care lettrici e cari lettori, bentornati con l'appuntamento dell'Aperitivo Digitale.

Incendio ad Avegno, arrestato il fratello del matricida

C'è una persona dietro all'incendio scoppiato ieri, attorno alle 11.30, all'interno di un'abitazione di Avegno. Ministero pubblico e Polizia cantonale comunicano infatti che è stato individuato, interrogato e arrestato un 20.enne svizzero residente nel Locarnese. Da nostre verifiche, il ragazzo fermato è il fratello del 22.enne che nella notte tra il 10 e l'11 aprile 2022 uccise la madre 61.enne colpendola alla testa con diversi oggetti e pugnalandola alla schiena con un coltello, proprio all'interno di quella abitazione di Cará di Risc, ad Avegno di Fuori. L'articolo completo

Se il confetto ci ripensa

M&M's ci ripensa. Dopo le polemiche scaturite negli scorsi giorni negli Stati Uniti, il marchio di proprietà di Mars ha deciso di fare un passo indietro, dicendo momentaneamente "basta" ai suoi personaggi animati a forma di confetto. Più nel dettaglio, l'azienda intende dare un taglio ai messaggi che affidava proprio ai suoi coloratissimi portavoce. Messaggi che, negli ultimi tempi, non sono piaciuti affatto al pubblico statunitense, che al contrario ha aspramente criticato M&M's, accusandola di essere antiquata. Ma ripercorriamo insieme a Federica Serrao quanto successo per arrivare fino a questo punto.   

Tolto il dicastero AIM a Cerutti

Il Municipio ha deciso. Massimo Cerutti non è più a capo del dicastero AIM, almeno per il momento. La scelta è stata resa nota oggi ed è scaturita dalla seduta municipale di ieri. «Nell’ambito della discussione condotta sui banchi del Consiglio comunale lo scorso 18 gennaio attorno ai conti preventivi 2023 delle Aziende industriali Mendrisio (AIM), il Municipio ha preso atto con preoccupazione del profondo senso di sfiducia emerso ed espresso nei confronti del Dicastero AIM. L’Esecutivo ha perciò affrontato il tema nella sua seduta settimanale di ieri. Dopo una approfondita discussione, ha risolto di costituire un gruppo di lavoro interno all’amministrazione con il compito di riesaminare e ricostruire il processo comunicativo tra il Dicastero AIM, il Municipio e la Commissione della gestione, in particolar modo in merito all’acquisizione delle reti AIL», si legge nella nota. L'articolo completo.

Berset insiste: «Non sapevo nulla delle indiscrezioni»

Il presidente della Confederazione, Alain Berset, ha ribadito al Consiglio federale di non aver mai saputo nulla delle indiscrezioni trapelate alla stampa ad opera dal suo ex capo della comunicazione, Peter Lauener. Lo ha dichiarato oggi ai media il portavoce del Governo, André Simonazzi, precisando che l'esecutivo condanna e non tollera «soffiate» che ne minano la credibilità e il lavoro, oltre che danneggiare gli interessi del Paese. Qui per maggiori dettagli.

Lavrov, la Russia e l'Africa

«La Russia promuoverà attivamente la normalizzazione della situazione in focolai di tensione in Africa attraverso il rafforzamento delle capacità di mantenimento della pace dei paesi africani». Con queste parole il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha concluso la sua visita alla controparte sudafricana, due giorni fa. Il riferimento è ai conflitti nella zona dei Grandi Laghi, nella Repubblica Centrafricana, in Mali, Sud Sudan e in Mozambico. Parlando del conflitto in Ucraina, Lavrov ha detto alla Ministra degli esteri Naledi Pandor che la Russia è aperta a negoziati di pace con l'Ucraina ma che Volodymyr Zelensky si oppone. «Come le ho detto più volte signora ministra, il settembre scorso il presidente Zelensky ha firmato un decreto che vieta ai funzionari ucraini di negoziare con la Russia». Nel corso della visita sono state confermate le esercitazioni congiunte della Marina Sudafricana con Russia e Cina dal 17 al 27 febbraio, nell'oceano indiano, davanti alla costa fra Durban e Richard's Bay. Esercitazioni che hanno scatenato numerose polemiche, soprattutto da parte dei Paesi occidentali. L'approfondimento di Jenny Covelli.

Il montone di Matteo Messina Denaro

Le immagini dell’arresto di Matteo Messina Denaro dopo trent’anni di latitanza hanno ispirato discorsi seri ed altri meno seri, come quello del ritorno della moda del montone. Un giaccone in Europa tipico degli anni Settanta e Ottanta e che per la verità non è mai stato associato all’iconografia dei boss mafiosi, ma che adesso in parte lo è, visto quando sta accadendo a Napoli e in altre parti d’Italia. Ce ne parla Stefano Olivari.

Da Silva: «Mai parlato con Gavranovic»

Il quesito, oramai, non è più «se partirà», ma «quando» lo farà. Zan Celar, d’altronde, è il top player dell’FC Lugano. L’attaccante dai gol pesanti, puntuali come le imposte. Per questo, per tutto questo, anche l’uomo mercato del club. Lo sloveno ha 23 anni e in 51 presenze con i bianconeri ha messo a segno 23 reti. Insomma, quasi un sigillo ogni due gare. Mica male, già. Il presente inoltre parla per lui. Con 9 segnature, l’attaccante capeggia la classifica dei capocannonieri della Super League insieme a Jean-Pierre Nsame. E, beh, il bomber camerunese e il suo club - lo Young Boys capolista - non necessitano di particolari presentazioni. Tradotto: in casa Lugano brilla un gioiello. Un gioiello prezioso. Di qui, suggerivamo, un destino che sembra già scritto. «Se parte Celar? Certo che abbiamo un piano B. Ne abbiamo addirittura tre». Sul tema, Carlos Da Silva ha le idee molto chiare. «Con Zan parliamo regolarmente di scenari futuri. L’ultima volta proprio ieri» precisa il direttore sportivo bianconero. Che, a proposito di mercato e attaccanti, non si scompone minimamente di fronte all’ultima indiscrezione del Blick. «Mario Gavranovic non è mai stato contattato. In merito, quindi, non c’è nulla da dire». L'articolo di Massimo Solari.

«È comprensibile che una guerra in Europa ci colpisca in modo particolare»

Siccità. Inondazioni. Epidemie. Perfino una pandemia. Uragani. Terremoti. L’ultimo decennio, beh, non è certo stato semplice. Nel 2022, si stima che oltre 400 milioni di bambini vivessero in zone interessate da conflitti. E ancora: 36,5 milioni di loro hanno dovuto abbandonare le loro case. Fuggire, sì. Altro giro, altro dato: un miliardo di bambini è esposto ai rischi estremi dovuti al cambiamento climatico. Di più, le conseguenze (dolorosissime) della citata pandemia e della guerra in Ucraina si avvertiranno ancora per anni. Se non decenni. A dirlo è l’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, che prosegue – incessantemente – la sua missione grazie ai contributi volontari e che, in un post dettagliato sul suo blog, ha elencato nel dettaglio quanto fatto in questi ultimi dieci anni. Per saperne di più, abbiamo intervistato il portavoce di UNICEF per Svizzera e Liechtenstein, Jürg Keim.