Rispondendo a un lettore che gli chiedeva perché avesse definito la canzone vincitrice a Sanremo la più brutta della storia del Festival, il giornalista, nella rubrica delle lettere del quotidiano, spiega: «Non si tratta di essere contro il popolo. 'Nel blu dipinto di blu' era una canzone popolarissima. Ed era, anzi è, una canzone meravigliosa, che esprimeva quel preciso momento storico, l'inizio del miracolo economico, e quindi la fiducia nella vita e nel futuro».